Aulla è la nuova destinazione del Cpr
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AULLA – Un “doppio errore”: così il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani definisce la decisione del governo di realizzare il primo Centro di permanenza per il rimpatrio ad Aulla (Massa Carrara).

La notizia arriva con una lettera del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, inviata due giorni fa a Palazzo Strozzi Sacrati, che indica l’ex area industriale di Pallerone – un sito da 170mila metri quadri noto per inquinamento e abbandono – come location idonea dopo le verifiche del prefetto e dei tecnici.

Giani, dal suo ufficio, non ha dubbi: “È un grande errore, perché i Cpr così come sono vanno riformati e perché Aulla e la Lunigiana sono belli quanto fragili, il luogo meno adatto. Non credo che i Cpr siano oggi il metodo più efficace per affrontare la questione migratoria: sono strutture con caratteristiche di detenzione, pur formalmente centri di accoglienza. Mi opporrò con tutte le mie possibilità istituzionali e sosterrò soluzioni diverse”.

Il ministro auspica la convergenza della Regione e propone, a compenso, di alleggerire i Centri di accoglienza straordinaria (Cas) nella zona, ma le verifiche di fattibilità sono ancora in corso. La struttura potrebbe ospitare tra 80 e 100 posti.

L’alt del sindaco

Il no unanime del Comune e la storia controversa del sito
Il sindaco di Aulla Roberto Valettini è altrettanto netto: “Si parla di Cpr qui dal 2023, ma ci auguravamo una scelta diversa. Il Consiglio comunale ha approvato due delibere all’unanimità (17 sì su 17) contro l’installazione. Comunicherò al prefetto la non idoneità dell’area e di qualsiasi superficie nel nostro territorio: manca la destinazione d’uso e le superfici richieste. Daremo battaglia, gli enti locali dovrebbero contare di più”.

La zona individuata

L’area di Pallerone, ex polverificio militare dalla Seconda Guerra Mondiale (con depositi di esplosivi e assemblaggio missilistico), è passata nel 1995 alla società Cjmeco per il trattamento di rifiuti pericolosi. Invece, vi si sono accumulate circa 50mila tonnellate di scarti – pneumatici, plastiche, amianto – creando una discarica abusiva a cielo aperto. Dopo scontri legali vinti dal Comune contro il Demanio, è in corso la bonifica, ma il sito resta un “buco nero” nella memoria locale.

Scontro politico: centrosinistra “disumano”, centrodestra “data storica”

La scelta scatena polemiche. Emiliano Fossi, segretario regionale Pd, attacca: “Una scelta grave e sbagliata. I Cpr sono un modello fallimentare e disumano, che non garantisce sicurezza né diritti, ma ricorda i lager. Servono soluzioni serie, non propaganda: fermiamo il progetto e apriamo un dialogo”. L’assessora Alessandra Nardini (Pd) aggiunge: “Il governo Meloni fa politiche disumane sull’immigrazione e propaganda sulla sicurezza”. Antonio Mazzeo (Pd) e Avs (Dario Danti, Filiberto Zaratti) parlano di “buchi neri dei diritti” e “mini-carceri”.

Dal centrodestra, Chiara La Porta (Fratelli d’Italia, capogruppo in Consiglio regionale) ribatte: “Giani non ha scuse: nel 2022 aprì a un Cpr. La sua incoerenza prova che conta più il Pd che la sicurezza dei toscani”. L’europarlamentare Francesco Torselli (FdI) celebra una “data storica”, mentre la Lega insiste: “Chi staziona illegalmente e commette crimini va fermato e rimpatriato”.

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