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FIRENZE – Un “sostegno economico assicurato alle cosche di Marina di Gioiosa Ionica da parte di Rocco Commisso, magnate italo-americano”.

È questa la frase choc contenuta in un’informativa di 52 pagine dei Ros dei Carabinieri, depositata il 2 marzo presso la Dda di Reggio Calabria.

Il documento emerge nell’ambito dell’inchiesta “Risiko”, che indaga sui legami tra ‘ndrangheta, Nord America e flussi finanziari internazionali. Al centro, intercettazioni che citano l’ex presidente della Fiorentina, scomparso all’inizio del 2026, in un presunto versamento tra 1 e 2 milioni di euro a favore di esponenti mafiosi. Si tratta di dichiarazioni raccolte dagli investigatori, non di accuse provate: ogni elemento resta da approfondire.

L’inchiesta “Risiko” e il ruolo di Frank Albanese

Le indagini, coordinate con l’Fbi, hanno portato a sette arresti a fine febbraio, tra cui Frank Albanese, figura chiave della mafia calabrese tra Stati Uniti e Canada. Albanese, originario della Calabria ma residente ad Albany (New York), è stato pedinato e intercettato in Italia nell’estate 2025. Il 14 luglio, in un bar di Siderno, ha parlato con due esponenti del clan Commisso di Siderno – omonimo della famiglia dell’ex patron viola, con ramificazioni in Nord America.

Nella conversazione, Albanese riferisce: “Rocco Commisso ha lasciato un milione di euro all’associazione, non a Siderno ma a Marina di Gioiosa Ionica”, paese d’origine di Rocco. Gli interlocutori accennano anche a 2 milioni e legami con il Gioiosa Marina Social Club di Brooklyn, presieduto da Vincenzo Mazzaferro.

Si parla del patrimonio di Commisso (“6 miliardi di dollari”), dei suoi affari sportivi, del legame con l’ex dg viola Joe Barone e degli impegni per il centro sportivo della Fiorentina. Un interlocutore ironizza sul sostegno ai detenuti.

Intercettazioni e contesto

Il dialogo spazia da economia a salute: “Sta male, perciò per un anno e più non è venuto in Italia”. L’inchiesta punta sulla “Società di Siderno”, rete globale del clan Commisso, accusato di associazione mafiosa, danneggiamento ed estorsione con metodo mafioso. “Un risultato storico nella lotta alla ‘ndrangheta”, ha commentato la presidente della commissione Antimafia Chiara Colosimo.

La reazione della Fiorentina e della famiglia

Nessuna nota ufficiale dalla società gigliata, ma i legali stanno lavorando per tutelare l’immagine della famiglia Commisso, definendo le ipotesi “completamente infondate”. Rocco Commisso, omonimo del clan, non è indagato: il suo nome emerge solo dalle intercettazioni, in attesa di verifica.

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