FIRENZE – Il Tribunale di Firenze ha riconosciuto a Teresa Fiume, sorella di una vittima della strage di via dei Georgofili, il diritto a un assegno vitalizio dal Viminale di circa 1.033 euro al mese, con decorrenza da febbraio 2024, più rivalutazione e interessi.
La decisione, emessa dalla giudice Cristiana Satta della seconda sezione civile, accoglie in parte il ricorso presentato dall’avvocato Francesco Paolini e arriva a 31 anni dall’eccidio mafioso che sconvolse Firenze.
Strage che provocò 5 morti, 48 feriti e danni irreparabili al patrimonio artistico. Tra le vittime Fabrizio Nencioni, la moglie Angela Fiume, la figlia Nadia di 9 anni e la piccola Caterina, di soli 50 giorni.
«La perizia – si legge nella sentenza – ha evidenziato un disturbo depressivo persistente di tipo grave, connesso alla strage, che comporta un’invalidità del 27%. Le conclusioni del perito sono coerenti e prive di vizi logici».
Il giudice Satta ha così accolto il ricorso, disponendo il pagamento con decorrenza da febbraio 2024. Data in cui l’invalidità è salita dal precedente 20% (riconosciuto dalla Prefettura nel 2008) al 27% per aggravamento delle condizioni. Inclusi arretrati, interessi e rivalutazioni.
La qualifica di “vittima del terrorismo” per Teresa Fiume era già certa da anni, ma solo ora le sue sofferenze psicologiche rientrano pienamente nei criteri della legge sulle “lesioni del bene salute”. «Ricorrono gli elementi per il riconoscimento dell’assegno vitalizio», conclude la sentenza, segnando un piccolo risarcimento a una ferita che il tempo non ha mai chiuso.
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