FIRENZE – Il mercato degli affitti universitari in Italia continua a essere sotto pressione, registrando un’impennata dei prezzi delle stanze singole negli ultimi sei anni.
Tuttavia, il panorama toscano offre uno spaccato contrastante: mentre Firenze si conferma tra le città più costose della Penisola, Pisa emerge come un’oasi di relativa moderazione, registrando una delle crescite più contenute tra i grandi atenei del Paese.
È quanto emerge dall’ultima analisi di Immobiliare.it Insights, che ha messo a confronto i canoni di marzo 2026 con quelli di marzo 2020. I dati evidenziano come, nelle città che ospitano i dieci “mega atenei” statali, il costo di una singola sia aumentato in media del 41%, un incremento ben più marcato rispetto a quello dei monolocali (+31% nello stesso periodo).
Il caso toscano: il primato di Firenze e la tenuta di Pisa
Firenze si colloca ai vertici della classifica nazionale per quanto riguarda il costo medio mensile. Con un canone di 625 euro, il capoluogo toscano è la seconda città più cara d’Italia per uno studente in cerca di una stanza singola, superato solo da Milano (729 euro). Dal 2020 a oggi, Firenze ha visto un incremento dei prezzi del 46%, un dato in linea con la forte richiesta abitativa che caratterizza il centro storico e le aree limitrofe.
All’opposto, Pisa offre un quadro decisamente diverso. Nonostante sia annoverata tra i mega atenei per numero di iscritti, la città della Torre ha registrato un aumento dei canoni del 16% in sei anni, portando il costo medio della stanza singola a 349 euro. Si tratta del valore più basso tra i dieci grandi atenei analizzati, un dato che riflette una dinamica di mercato più temperata rispetto alle metropoli. Analizzando invece gli atenei di dimensioni medie, Siena si distingue come una delle realtà più virtuose in termini di stabilità, con un incremento dei prezzi del 12% in sei anni e una media di 355 euro mensili.
La parola agli esperti: una forbice che preoccupa
Il fenomeno dell’aumento generalizzato dei canoni solleva questioni critiche circa l’accessibilità allo studio e al lavoro per i giovani. «Quello delle stanze è uno dei segmenti più vivaci del mercato, ma il settore presenta una criticità evidente», spiega Paolo Giabardo, direttore Generale di Immobiliare.it. «Lo stesso target responsabile della domanda, composto da studenti e giovani lavoratori, spesso non dispone di redditi adeguati a supportare il costo di un affitto, allargando così la forbice tra capacità di spesa e canoni richiesti».
Nonostante questo scenario, la ricerca suggerisce cautela ma anche un cauto ottimismo. Negli ultimi mesi, infatti, si sono iniziati a osservare i primi segnali di assestamento che, secondo gli analisti, potrebbero indicare un progressivo riequilibrio del mercato nel corso del 2026.
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