FIRENZE – La polemica sull’ipotesi di un Cpr in Lunigiana accende lo scontro politico in Toscana.
A intervenire è il presidente della Regione Eugenio Giani, che da Pallerone, frazione di Aulla, ha ribadito la contrarietà della Regione al progetto del governo.
“La scelta del governo di aprire qui un Cpr è sbagliata”, ha detto Giani, sottolineando che il territorio avrebbe bisogno di “sviluppo, valorizzazione e nuove opportunità” e non di “interventi calati dall’alto”. Il governatore ha parlato di una Lunigiana da sostenere con investimenti e prospettive di crescita, annunciando che la Regione utilizzerà “tutti gli strumenti a disposizione” per opporsi all’iniziativa.
Accanto al sindaco di Aulla Roberto Vallettini e al sindaco di Fosdinovo Antonio Eugenio Moriconi, Giani ha spiegato che in quell’area la Regione punta invece su una vocazione turistica capace di valorizzare cultura, paesaggio, storia e identità locale. Per il presidente toscano, i Cpr rappresentano strutture di detenzione amministrativa destinate a cittadini stranieri irregolari o destinatari di un provvedimento di espulsione, con il rischio di generare criticità sociali e degrado.
Di segno opposto le reazioni del centrodestra. I deputati di Fratelli d’Italia Sara Kelany e Francesco Michelotti hanno accusato Giani di incoerenza, sostenendo che i Cpr siano uno strumento utile per la sicurezza e per aumentare i rimpatri dei migranti irregolari che commettono reati sul territorio nazionale.
Anche la Lega Toscana è intervenuta con una nota, annunciando una proposta di legge di iniziativa popolare per chiedere alla Regione di usare i propri poteri di pianificazione e collaborare con lo Stato nell’individuazione di un’area idonea. “Dire sempre no è ideologia”, afferma il partito, invitando Giani a scegliere se collaborare o bloccare tutto.







