Sei ordigni incendiari piazzati nel cuore del cantiere del nuovo Parco Scientifico-Tecnologico del Sant’Anna.
Un attacco rivendicato dagli anarchici insurrezionalisti contro il polo che l’ateneo sta costruendo a San Giuliano Terme e che punta a diventare uno dei principali centri di ricerca scientifica e tecnologica del territorio.
La rivendicazione anarchica
L’episodio risale alla notte tra il 7 e l’8 aprile, ma la rivendicazione è emersa soltanto nelle ultime ore, attraverso i canali dell’area anarchica. Nel testo diffuso online gli autori dell’azione parlano apertamente di un gesto contro la ricerca legata ai conflitti e alle tecnologie militari, sintetizzando il senso dell’attacco con una frase destinata a diventare il manifesto dell’azione: “Ogni guerra moderna inizia in un laboratorio”.
Nel documento compare anche un esplicito messaggio di solidarietà ad Alfredo Cospito, il militante anarchico insurrezionalista detenuto al 41bis dopo la condanna per aver gambizzato nel 2012 l’amministratore delegato di Ansaldo Nucleare, Roberto Adinolfi, e per gli attentati esplosivi davanti alla caserma dei Carabinieri di Fossano nel 2006.
Secondo quanto riportato nella rivendicazione, durante la notte tra il 7 e 8 aprile scorso sarebbero stati collocati sei ordigni incendiari su quattro mezzi pesanti e sulle centraline di due gru presenti all’interno del cantiere del futuro tecno-polo del Sant’Anna. Gli autori sostengono di aver provocato danni all’interno dell’area, parlando di “colonne di fumo visibili in lontananza” e accusando i media di aver ignorato completamente la vicenda.
Il nuovo tecnopolo
L’obiettivo dell’azione sarebbe stato proprio il nuovo Parco Scientifico-Tecnologico che il Sant’Anna sta realizzando a San Giuliano Terme. Un progetto strategico per l’istituto universitario pisano, pensato per ospitare laboratori, attività di ricerca avanzata e collaborazioni scientifiche ad alto contenuto tecnologico. Un’infrastruttura che, nelle intenzioni dell’ateneo, dovrà rafforzare ulteriormente il ruolo internazionale della Scuola Superiore Sant’Anna nel settore dell’innovazione e della ricerca.
Al netto delle rivendicazioni anarchiche, però, restano ancora diversi punti da chiarire sull’accaduto. Dalla Scuola Sant’Anna viene, infatti, confermato che un incendio all’interno del cantiere si è effettivamente verificato nella notte indicata, ma vengono mantenute molte cautele sull’origine delle fiamme e sull’effettiva dinamica dei fatti. Sono tuttora in corso accertamenti per verificare se quanto sostenuto nel documento corrisponda realmente a quanto avvenuto all’interno dell’area di lavoro.
L’ateneo, che al momento preferisce non commentare pubblicamente il contenuto della rivendicazione, fa comunque trapelare alcuni elementi considerati centrali. Non ci sarebbero stati danni significativi alle strutture o alle strumentazioni presenti nel cantiere e, soprattutto, i lavori non si sarebbero mai fermati. Il progetto, quindi, sarebbe andato avanti regolarmente anche nei giorni successivi all’episodio.







