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SIENA – Mobili dipinti, opere, spalliere, lettucci, cassoni, testate, tessili, suppellettili: arredano ‘Abitare il Rinascimento’.

La mostra ‘trasforma’, fino al 22 novembre, Palazzo delle Papesse in una casa del ‘400 con oltre 80 opere dei XV- XVI secoli.
La residenza rinascimentale di Caterina Piccolomini, sorella di Papa Pio II, accoglie un racconto che, con oggetti della quotidianità aristocratica, esalta una cultura figurativa di funzione, di racconto, arte e socialità. Prodotta da Opera Laboratori con Fondazione Monte dei Paschi di Siena e la Società strumentale Vernice Progetti, la mostra, a cura di Laura Bonelli e Marilena Caciorgna, unisce prestiti di istituzioni, musei italiani e internazionali, come Banca Monte dei Paschi, a opere dalla Collezione Chigi-Saracini, Fondazione Monte dei Paschi, Opera della Metropolitana di Siena, l’Arcidiocesi, Pinacoteca Nazionale di Siena, il Museo ‘Stibbert’ e del ‘Bargello’ di Firenze, le Musée du Petit Palais-Musée Louvre en Avignon; altri e privati.

«Dopo le mostre di arte contemporanea – osserva Beppe Costa presidente e ad Opera Laboratori -, Palazzo delle Papesse apre all’arte antica: non una deviazione temporanea, ma un ritorno alle origini. L’architettura rinascimentale e la storia della nobile dimora, costruita nel Quattrocento dai Piccolomini, offrono i contesti ideali per opere in dialogo con gli ambienti».

«Abitare il Rinascimento – dice Riccardo Coppini, presidente Fondazione Monte dei Paschi di Siena – è un progetto scientifico e divulgativo: una lettura della produzione artistica domestica senese tra XV e XVI secolo nel suo contesto. La Fondazione conferma l’impegno per iniziative di alto profilo culturale che elevano il territorio». «Il valore è anche l’indotto stimolato dai restauri che, finanziati da Opera Laboratori e Fondazione Mps, restituiscono splendore agli oggetti», ha commentato Stefano Di Bello, Opera Laboratori.

Le curatrici

Il percorso, per tipologie di arredo, inizia con un’opera della serie piccolominea di eroi ed eroine del mondo antico e biblico: Scipione Africano di Francesco di Giorgio Martini e bottega, restaurato per la mostra.

«Le opere rivelano – spiega Laura Bonelli, Vernice Progetti, storica dell’arte – l’orientamento di Galgano Saracini. I maestri del primo Rinascimento senese, Sano di Pietro, Sassetta, Domenico Beccafumi, Pacchia e Brescianino, sono stati fra i grandi protagonisti di questo mondo».

«Abitare il Rinascimento – osserva Marilena Caciorgna, Opera Laboratori, docente Iconografia e tradizione classica all’Università degli Studi di Siena – non allude solo alla dimensione della casa, a pitture e suppellettili, anche ai messaggi: dall’amore ai valori morali ed etici, di politica e filosofia. Il ruolo femminile si rivela determinante».

In vetrina

Un itinerario alternativo privilegia artisti e botteghe di scuola senese: Francesco di Giorgio Martini, Benvenuto di Giovanni, Bernardino Fungai, Girolamo del Pacchia, Domenico Beccafumi, Andrea Piccinelli il Brescianino. La mostra è arricchita da installazioni multimediali. Il catalogo, Sillabe, oltre le opere, è un volume di riferimento sugli arredi del Rinascimento.

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