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FIRENZE – Rafforzare la rete dei servizi amministrativo-sanitari di prossimità e garantire un accesso più semplice ai servizi sociosanitari, soprattutto nelle aree della Toscana Diffusa, con l’intento di accompagnare la trasformazione digitale della sanità senza lasciare indietro nessuno.

Sono gli obiettivi del progetto “Botteghe della salute” per il biennio 2026-2027, iniziativa promossa da Anci Toscana insieme alla Regione Toscana che prosegue nel solco dell’esperienza maturata negli anni precedenti, con il forte impegno dei Comuni.

Il progetto che oggi vede presenti 55 sportelli Botteghe della salute sul territorio regionale, punta a consolidare e ampliare una rete territoriale, ormai presidio fondamentale per i cittadini, anche attraverso i servizi itineranti delle Botteghe della salute mobili e il raccordo con Case di comunità, Asl, Terzo settore.

“La prossimità è oggi un elemento strategico delle politiche sociosanitarie – dichiara il direttore di Anci Toscana Simone Gheri – perché consente di avvicinare i servizi ai luoghi di vita delle persone, riducendo le disuguaglianze territoriali, anagrafiche e digitali. In questo senso, le Botteghe della salute rappresentano sportelli polivalenti di prossimità nei territori più marginali caratterizzati dalla rarefazione dei servizi pubblici. Il tratto forte del progetto per quanto riguarda la rete dei Comuni è infatti quello della marginalità territoriale: il 50% degli sportelli ricade nella Toscana diffusa”.

Le Botteghe della salute si pongono l’obiettivo di facilitare l’accesso ai servizi di sanità digitale, con focus su aree marginali e fasce di età (over 65) a rischio di esclusione. Attraverso gli sportelli territoriali, i cittadini possono ricevere supporto per l’accesso al fascicolo sanitario elettronico, prenotazioni Cup e tramite il programma Zerocode, cambio medico, pagamenti ticket, utilizzo dell’App Toscana salute e altri servizi online dedicati.

Ma si rendono disponibili anche per altri servizi digitali di pubblica utilità, come l’accompagnamento all’ottenimento delle credenziali Spid. Complessivamente, il progetto coinvolge nove enti del Terzo settore e prevede un investimento annuale di oltre 942mila euro, con una compartecipazione economica tra Regione, Anci Toscana ed enti locali coinvolti.

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