FIRENZE – L’economia toscana si trova di fronte a un bivio decisivo, immersa in un quadro complesso fatto di indiscutibili punti di forza ma anche di persistenti debolezze strutturali.
È questa la fotografia scattata dalla Sezione regionale di controllo della Corte dei Conti, che a Firenze ha espresso la propria pronuncia sul giudizio di parificazione del rendiconto generale della Regione.
A tracciare le linee guida dell’analisi è stato il presidente della Sezione, Mario Nispi Landi. Nel suo intervento prima della pronuncia, Nispi Landi ha sottolineato come la Toscana sia chiamata oggi a raccogliere una sfida ineludibile: quella di compiere un salto di qualità per riuscire a misurarsi non solo con il resto d’Italia, ma soprattutto con i territori più avanzati e dinamici del panorama europeo.
Da un lato, la magistratura contabile riconosce alla regione un bagaglio di risorse straordinario. La Toscana vanta infatti un tessuto manifatturiero che conserva una forte rilevanza, un’elevata apertura verso i mercati internazionali e un patrimonio ambientale e culturale che non ha eguali. A questo si affiancano un sistema universitario e di ricerca di altissimo profilo, una rete di servizi professionali ben sviluppata e una capacità amministrativa complessivamente solida.
Tuttavia, queste eccellenze non riescono ancora a tradursi in una crescita della produttività al pari delle migliori realtà del continente. La relazione evidenzia come sul futuro economico pesino diverse incognite: l’invecchiamento progressivo della popolazione riduce la forza lavoro potenziale, mentre la partecipazione femminile al mercato del lavoro rimane al di sotto delle reali possibilità del territorio. A ciò si aggiunge una formazione del capitale umano qualificato che procede a ritmi troppo lenti e la storica prevalenza di imprese di piccole dimensioni, un fattore che finisce per limitare la capacità organizzativa, la spinta agli investimenti e l’adozione delle tecnologie più avanzate.
Superare questi ostacoli rappresenterà la vera scommessa per il futuro della regione, chiamata a trasformare le sue grandi potenzialità in uno sviluppo concreto e duraturo.







