SIENA – Il cda di Banco Bpm ha deciso all’unanimità di inviare a Mps una comunicazione formale di interesse per avviare un dialogo volto a valutare una possibile aggregazione tra i due istituti.
L’iniziativa mira a discutere un’operazione strutturata secondo le modalità di un “merger of equals”, con l’obiettivo di creare un nuovo gruppo bancario e finanziario di dimensioni rilevanti sul panorama nazionale ed europeo.
Obiettivi strategici e dimensione del nuovo gruppo
Secondo la nota di Banco BPM, l’aggregazione consentirebbe di generare un “campione nazionale”, il secondo operatore bancario domestico per dimensioni, in grado di affrontare le trasformazioni del mercato e di sostenere la crescita economica del Paese. Il progetto punta a una copertura geografica completa sul territorio italiano, con particolare radicamento in regioni ad alto potenziale: Lombardia, Toscana e Veneto, dove il gruppo risultante sarebbe primo per numero di filiali.
Complementarità industriale e sinergie attese
Il piano evidenzia la complementarità delle “fabbriche prodotto” dei due istituti e un elevato potenziale di ottimizzazione. Banco BPM collega l’operazione all’integrazione già in corso con Mediobanca, sostenendo che un coordinamento efficiente delle strutture prodotto rafforzerebbe il contributo industriale complessivo. Le sinergie stimate a regime supererebbero 1,1 miliardi di euro lordi, di cui oltre 650 milioni derivanti da risparmi sui costi e oltre 450 milioni da maggiori ricavi; questi ultimi includerebbero circa 250 milioni da ricavi aggiuntivi sulle reti e circa 200 milioni dall’ottimizzazione delle fabbriche prodotto.
Governance, sedi e legami territoriali
Banco BPM sottolinea che l’aggregazione sarebbe impostata su criteri di equilibrio e rappresentatività nella governance, per riflettere il contributo e le specificità di entrambe le banche. L’intento dichiarato è garantire un adeguato coinvolgimento nei processi decisionali principali e salvaguardare le sedi storiche nonché il legame con i territori di riferimento.
Benefici finanziari e valori pro-forma
L’operazione è presentata come attrattiva per gli azionisti: il gruppo risultante dovrebbe vantare una posizione patrimoniale solida, con un CET1 ratio fully loaded pro-forma attorno al 15% (senza considerare possibili benefici regolamentari legati al Danish Compromise su partecipazioni in Generali). Banco BPM stima una creazione di valore netta di almeno 5,5 miliardi di euro, dopo costi di integrazione valutati in circa 1,1 miliardi lordi, e una potenziale generazione di utile netto a regime vicino a 6 miliardi di euro, con crescita degli utili per azione a doppia cifra. La capitalizzazione di Borsa potenziale è stimata oltre i 50 miliardi di euro.
Tempistiche e prossimi passi
Banco BPM ha espresso la volontà di avviare “in tempi rapidi” il confronto con il management di MPS per esplorare l’opportunità e, in caso di interesse reciproco, definire i principali elementi di una possibile aggregazione attraverso un percorso strutturato e collaborativo. L’istituto sottolinea che, trattandosi di un’operazione concordata e impostata come merger of equals, il percorso di integrazione dovrebbe ridurre i rischi esecutivi e valorizzare le complementarità industriali a beneficio di azionisti e stakeholder, contribuendo al rafforzamento del sistema bancario italiano.
La reazione di Mps e la riunione del board
Mps per ora non commenta. In una nota la banca senese ha indicato di attendere la riunione del proprio Consiglio di Amministrazione, convocata per domani: si tratta di un Cda già programmato, ma che, dopo la proposta ricevuta da Piazza Meda, potrebbe verosimilmente affrontare anche l’iniziativa di Banco BPM, secondo quanto riferito da fonti finanziarie.







