Condannata a 18 anni
Tempo lettura: 2 minuti

LUCCA – Cinzia Dal Pino è stata condannata a 18 anni di reclusione.

La 67enne imprenditrice balneare, riconosciuta colpevole dell’uccisione di Nourredine Mezgoui, 47enne marocchino senza fissa dimora. La corte ha concesso le attenuanti generiche e ha escluso l’aggravante della crudeltà.

La sentenza di primo grado è stata pronunciata giovedì al termine di una camera di consiglio durata alcune ore, iniziata alle 10 dopo la rinuncia alla replica finale da parte del pubblico ministero, Sara Polino. Nel dibattimento l’accusa aveva chiesto l’ergastolo; la difesa aveva invece invocato l’eccesso colposo di legittima difesa o, in subordine, l’eccesso preterintenzionale.

La tragedia

I fatti risalgono alla notte fra il 7 e l’8 settembre 2024 in via Coppino, alla periferia di Viareggio. Le immagini riprese da una telecamera di videosorveglianza private mostrano il Suv della donna colpire Mezgoui. Per poi ripassare più volte sul suo corpo prima che l’imprenditrice scendesse dal veicolo, recuperasse la borsa e si allontanasse, lasciando l’uomo a terra. L’episodio suscitò forte clamore mediatico e divisione di opinioni in tutto il Paese.

Nel corso del processo la Corte d’Assise aveva disposto una perizia psichiatrica su Dal Pino, i cui esiti, resi noti il 27 maggio, hanno escluso vizi di mente al momento dell’accaduto. Parallelamente al procedimento penale, le parti hanno esplorato la possibilità di un percorso di giustizia riparativa previsto dalla cosiddetta legge Cartabia, che — in caso di accordo tra le parti civili e la difesa — potrebbe comportare attenuazioni di pena.

La ricostruzione della donna

Nel suo racconto in aula, reso a dicembre 2025, l’imprenditrice aveva detto di essere salita verso la sua auto dopo una serata trascorsa in un locale, con la borsetta appoggiata sul sedile del passeggero. «Mentre chiudevo l’ombrello è spuntato quest’uomo che mi è venuto addosso: in un attimo ho visto la fine», aveva dichiarato. Aveva aggiunto di aver temuto per la propria incolumità dopo che Mezgoui le avrebbe chiesto la borsa minacciando di tirare fuori un coltello. Accuse per la quale però non sono state trovate prove.

Dal Pino ha affermato di non ricordare se la borsa le fosse stata strappata o se l’avesse ceduta, e di avere poi inseguito l’uomo con l’auto per impedirgli di allontanarsi. «Non volevo ucciderlo, ma solo farlo cadere per bloccarlo», aveva detto in aula, ammettendo di non essersi resa conto inizialmente di averlo colpito.

Segui le nostre news sul canale WhatsApp
CLICCA QUI

Per continuare a rimanere sempre aggiornato
Iscriviti al nostro canale e invita i tuoi amici