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FIRENZE – Più autonome, competenti e desiderose di gestire il proprio denaro, ma ancora frenate quando si tratta di fare il grande passo verso gli investimenti finanziari, dove la leadership resta prevalentemente maschile.

È la fotografia dell’Italia scattata dall’Osservatorio Findomestic, che in collaborazione con Eumetra e Research Dogma ha realizzato un focus dedicato interamente alla finanza al femminile.

I dati mostrano un netto passo in avanti sul fronte dell’emancipazione: il 90% delle donne intervistate dispone di entrate personali (regolari o continuative) e il 70% si considera decisamente competente nella gestione delle proprie attività finanziarie (una percentuale vicina al 78% registrato tra gli uomini). Anche il coinvolgimento nei conti di casa è ormai paritario: l’80% delle donne partecipa attivamente alla gestione economico-finanziaria del nucleo familiare, contro l’82% degli uomini.

Il divario sulle decisioni concrete

La vera forbice di genere si consuma però al momento di decidere come e dove investire le risorse. Il 52% degli uomini prende decisioni finanziarie concrete in totale autonomia, contro appena il 29% delle donne. Le donne tendono a fare molto più affidamento su familiari, amici o colleghi esperti (57% rispetto al 41% degli uomini). Solo il 24% delle intervistate si definisce “molto sicura” nella gestione del denaro, a fronte del 32% della controparte maschile.

Resta una leggera distanza anche sul possesso di uno strumento di autonomia fondamentale: il conto corrente personale a uso esclusivo, posseduto dal 59% delle donne rispetto al 64% degli uomini (mentre l’11% del campione femminile dichiara di non averne affatto uno).

Il paradosso: le donne vogliono contare di più

Il dato più significativo per il futuro è legato all’interesse: ben l’87% delle donne si dice molto o abbastanza interessata a gestire in prima persona le proprie risorse, superando paradossalmente la quota degli uomini (84%).

“La ricerca fotografa un’Italia più evoluta rispetto ai vecchi schemi gerarchici del ‘capofamiglia finanziario’”, spiega Annamaria Russo, direttrice Brand, Communications & Esg di Findomestic Banca. “I divari di genere non sono scomparsi, ma si fanno più circoscritti e aprono lo spazio a una finanza al femminile capace di valorizzare competenze, cautela, risparmio e visione di lungo periodo”.

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