FIRENZE – Di fronte al sequestro di sette sezioni del carcere di Sollicciano e ai trasferimenti di centinaia di detenuti, la direzione regionale dell’amministrazione penitenziaria toscana ha autorizzato come misura estrema l’uso di brande e materassi a terra per far fronte al sovraffollamento.
Una decisione che il sindacato Uil Fp definisce «follia pura» e che ha acceso lo scontro con gli operatori penitenziari.
Il provveditorato toscano ha disposto che gli istituti della regione continuino ad accogliere nuovi arrestati, utilizzando «tutti gli spazi disponibili» e, se necessario, «adottando ogni iniziativa ritenuta opportuna, compresa, in via estrema, per quanto assolutamente provvisoria, la collocazione di brande o materassi a terra». Il documento precisa inoltre che, una volta comunicata la sistemazione “di fortuna” dell’arrestato, l’ufficio regionale provvederà a «regolarizzare la situazione, individuando la soluzione organizzativa più idonea» al fine di agevolare successivi trasferimenti verso istituti limitrofi con posti residui.
La misura arriva dopo il sequestro, disposto il 18 giugno, di sette sezioni del penitenziario fiorentino di Sollicciano, provvedimento che ha reso necessario lo spostamento di 230 detenuti e ha ulteriormente aggravato la situazione degli istituti toscani già sotto pressione. (Link alla notizia del sequestro: Corriere Fiorentino)
I sindacati di polizia
Durissima la reazione di Eleuterio Grieco, segretario regionale della Uil Fp. «È surreale — commenta — che, a causa del sovraffollamento, i detenuti possano dormire a terra con materassi. Siamo alla follia pura perché il rispetto della dignità umana e della salute è costituzionalmente tutelato. Non possiamo accettare siffatta direttiva, poiché incide anche sul governo e sulle criticità degli istituti penitenziari, e il personale di polizia penitenziaria sarà poi chiamato a risponderne». Grieco ha invitato i direttori a «condurre con noi una battaglia di civiltà» rifiutando l’ingresso di nuovi arrestati quando non ci sono posti disponibili, e ha chiesto all’autorità giudiziaria di «avviare un’azione per accertare l’illecito», parlando di una violazione «palese e premeditata» dei diritti umani.
Dal provveditorato, che ha firmato la direttiva oggetto delle critiche, si sottolinea invece il carattere temporaneo e d’emergenza delle disposizioni, con l’impegno a trovare «soluzioni organizzative» per regolarizzare la posizione dei trasferiti nella stessa giornata in cui viene data notizia della loro sistemazione provvisoria.
La questione riporta al centro del dibattito pubblico il problema del sovraffollamento carcerario e della tenuta delle strutture penitenziarie toscane, già sollevato da associazioni e sindacati nelle scorse settimane. Sullo sfondo restano aperti i nodi sugli spostamenti programmati dei detenuti, sulle condizioni di vita nelle celle e sulle responsabilità amministrative per garantire il rispetto dei diritti fondamentali delle persone recluse.







