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FIRENZE – L’Opera di Santa Maria del Fiore unisce la tutela del complesso monumentale della Cattedrale di Firenze al sostegno della comunità locale.

L’obiettivo, come si evince dal bilancio di sostenibilità 2025, è puntato sul recupero di immobili del centro storico per contrastare la speculazione immobiliare e garantire una fonte di reddito stabile per la conservazione.

Negli ultimi anni l’Opera ha acquistato e avviato il recupero di diversi immobili, tra cui Palazzo Compagni e il Collegio Eugeniano. L’intervento libererà complessivamente 17 unità — tra abitazioni e negozi — destinate a residenti e imprese locali. «Si tratta di una scelta di sostenibilità sociale ed economica», spiega il presidente Luca Bagnoli nella prefazione del bilancio, sottolineando che gli affitti applicati saranno calmierati, intorno a un terzo dei valori del mercato turistico.

La strategia nasce anche dalla lezione della pandemia: «Dipendere esclusivamente dai proventi dei biglietti è rischioso, perché soggetti a variabili imprevedibili», afferma Bagnoli. Diversificare le entrate con affitti sostenibili, secondo l’Opera, garantisce risorse costanti per finanziare i restauri e la conservazione nei periodi di crisi del turismo.

I numeri

Nel 2025 l’ente ha registrato comunque un buon risultato economico: con 122 dipendenti, l’Opera ha incassato 31,6 milioni di euro, pari al 90% dei suoi proventi. I visitatori paganti sono stati circa 1,3 milioni, in leggero calo (-3% rispetto al 2024), mentre il totale dei visitatori ai vari monumenti del complesso è arrivato a 3,8 milioni. I ricavi sono cresciuti anche grazie alla rimodulazione del prezzo per i tour operator, con l’introduzione del “Brunelleschi Pass B2B” a 45 euro.

Ogni euro investito ha generato un impatto sociale stimato a 3,34 euro, per un valore complessivo che supera i 124 milioni di euro. Gran parte di questo valore è attribuito a outcome culturali e sociali, con la salvaguardia del patrimonio storico-artistico in testa.

«Il Bilancio di sostenibilità non è per noi un semplice adempimento formale ma uno strumento di dialogo e trasparenza», dichiara Lorella Pulice, responsabile Area amministrativa dell’Opera. «Curare questo patrimonio significa anche prendersi cura della comunità che lo vive. Ogni risorsa generata dai flussi turistici viene reinvestita nella conservazione dei monumenti, nell’inclusione sociale e in progetti che tutelino l’identità di Firenze e l’accoglienza dei fedeli».

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