FIRENZE – La vendemmia potrebbe anticiparsi di settimane, la produzione di latte è già in diminuzione e l’olivicoltura potrebbe pagare il conto di un’estate iniziata con temperature eccezionalmente alte.
È il quadro tracciato da Confcooperative agroalimentare e pesca Toscana sugli effetti del caldo e degli eventi climatici estremi sull’agroalimentare regionale.
Vino: maturazione anticipata e gradazioni in aumento
Il comparto vitivinicolo è tra i più esposti. Le alte temperature accelerano la concentrazione degli zuccheri negli acini, determinando una maturazione anticipata delle uve. Secondo Ritano Baragli, vicepresidente di Confcooperative agroalimentare e pesca Toscana, il rischio è di una vendemmia “più precoce del normale, con quantità inferiori e gradazioni alcoliche più elevate”. Alcune produzioni destinate agli spumanti stanno registrando anticipi che, in casi estremi, sfiorano le due settimane.
Frutta, olivicoltura e grandinate: danni diffusi
Anche la frutticoltura mostra segnali di stress: la frutta sta maturando molto più rapidamente rispetto agli standard stagionali. Le aziende prive di sistemi irrigui adeguati sono le più vulnerabili e potrebbero subire perdite produttive significative. Alle ondate di calore si sommano fenomeni improvvisi e violenti, come le grandinate, che aggravano i danni ai raccolti.
Apicoltura e produzioni autunnali colpite
Le sofferenze delle fioriture, a partire da quelle dei castagneti, possono avere ripercussioni a catena: minore disponibilità di nettare significa una riduzione della produzione di miele e impatti sull’intera filiera apistica. Anche le produzioni autunnali sono a rischio a causa della compromissione delle fasi fenologiche dovute al caldo estremo.
Allevamenti e latte: calo fino al 20%
Negli allevamenti, temperature elevate si traducono in una contrazione della produzione di latte che, nelle condizioni più critiche, può arrivare fino al 20%. Questo fenomeno mette sotto pressione la redditività delle imprese zootecniche e la filiera lattiero-casearia regionale.
Un’eccezione: il grano
Tra le poche note positive, Baragli segnala prospettive favorevoli per il grano, che per il momento sembra beneficiare delle condizioni stagionali. Tuttavia, l’emergenza climatica rimane una minaccia trasversale per l’intero sistema agricolo toscano.







