PRATO – Il distretto tessile pratese punta a un ruolo di primo piano nella nuova economia circolare europea con l’inaugurazione del Textile Hub, l’impianto per il recupero e la valorizzazione dei rifiuti tessili apert onella zona di via Baciacavallo.
Realizzato dalla società Plures con un investimento di 31,3 milioni di euro, sostenuto anche da fondi del Pnrr e dagli incentivi di Industria 4.0, il centro è concepito per rispondere alle nuove normative comunitarie che spingono verso capi più riciclabili, riutilizzabili e tracciabili. Secondo gli operatori, la capacità di recuperare fibre e reintrodurle nel ciclo produttivo sarà determinante per la competitività del settore moda.
Capacità e funzioni
Il Textile Hub può trattare fino a 33 mila tonnellate di rifiuti tessili all’anno: 20 mila tonnellate di materiali post-consumo — quantità corrispondente quasi all’intero fabbisogno della raccolta differenziata regionale — e 13 mila tonnellate di scarti pre-consumo in gran parte provenienti dal distretto pratese. I capi ancora utilizzabili andranno al riuso; quelli non recuperabili saranno selezionati per tipologia di fibra e avviati al riciclo meccanico per diventare nuova materia prima. A regime, il 60% dei materiali post-consumo potrà essere riutilizzato, il restante 40% riciclato.
Innovazione tecnologica
Elemento distintivo dell’impianto è il sistema di selezione automatizzata basato su intelligenza artificiale e sensori NIR (Near Infrared), in grado di identificare composizione e colore dei tessuti con velocità e precisione superiori alla selezione manuale. Tecnologie già testate in progetti europei, qui adottate su larga scala per ottenere fibre di qualità maggiore e aumentare il valore del materiale recuperato.
Struttura e occupazione
Il complesso occupa 7 mila metri quadrati coperti e 10 mila metri quadrati di aree logistiche esterne. I lavori sono durati due anni e il collaudo proseguirà fino a fine 2026. A regime saranno circa 50 gli addetti impiegati, di cui circa due terzi nella cernita semi-automatica.
Le dichiarazioni
«Il Textile Hub rappresenta molto più di un nuovo impianto — ha dichiarato il presidente di Plures, Lorenzo Perra — è la dimostrazione che la transizione ecologica può diventare leva di sviluppo industriale quando si investe in infrastrutture, innovazione e competenze». L’amministratore delegato Alberto Irace ha sottolineato l’obiettivo di «restituire al ciclo produttivo il massimo valore possibile dei materiali tessili», mentre il vicepresidente Nicola Ciolini ha richiamato la tradizione pratese di «recuperare, rigenerare e dare nuova vita alle fibre».
Prospettive
L’investimento fa parte del Piano Industriale 2025-2029 di Plures, che prevede 2,5 miliardi di euro per infrastrutture legate all’economia circolare — dal riciclo tessile ai RAEE, dalla plastica alla carta fino al recupero energetico — con l’obiettivo di rafforzare l’autonomia impiantistica della Toscana e trasformare i rifiuti in nuove materie prime.







