VAGLI DI SOTTO – La statua in marmo di don Lorenzo Milani che sarà inaugurata venerdì 31 luglio, nei pressi della nuova area spiaggia sul lago a Vagli di Sotto (Lucca) non riporterà la frase contestata che aveva suscitato polemiche nei giorni scorsi.
Sulla targa è stato lasciato soltanto il nome e il cognome del priore di Barbiana: la citazione — «Il comunismo è la mediazione e l’organizzazione politica di ogni male, al fine di consentire a una classe dirigente parassitaria e brutale la gestione di ogni forma di potere sulle spalle degli ultimi» — è stata rimossa su decisione del sindaco Mario Puglia.
Il primo cittadino ha motivato la scelta con la volontà di evitare che «un’iniziativa dedicata alla memoria di don Milani potesse diventare occasione di scontro politico». «Non vogliamo in alcun modo che una singola frase possa creare divisioni o spaccature ideologiche — ha detto Puglia —. Lo scopo prioritario dell’opera è rendere il giusto tributo alla memoria di don Milani e, allo stesso tempo, offrire un nuovo elemento di attrazione culturale e turistica per il nostro territorio».
Il dubbio di Ichino
La questione era tornata alla ribalta dopo l’intervento dell’avvocato e giuslavorista Pietro Ichino sul Corriere della Sera. Ichino aveva sollevato perplessità sull’opportunità di riportare una citazione risalente al luglio 1966, sostenendo che l’uso di un singolo passaggio potesse fornire una lettura parziale della figura del sacerdote, storicamente legata all’impegno educativo, alla testimonianza religiosa e alla difesa degli ultimi.
Dopo aver ricevuto una lettera di Ichino e aver consultato Francolino Bondi, socio onorario del comitato per le celebrazioni di don Milani, il sindaco ha deciso di far modificare la targa. La decisione ha però alimentato un dibattito sulle diverse interpretazioni del pensiero del priore. Tra i sostenitori della tesi che la frase rappresentasse autenticamente il pensiero di don Milani c’è il professor Alessandro Mazzerelli, tra i promotori della citazione originaria e tra gli ultimi ad averlo conosciuto personalmente. Secondo Mazzerelli, la riflessione sul comunismo esprimeva una posizione del sacerdote non riconducibile a semplici appartenenze di partito ma collegata alla sua prospettiva evangelica.
Le reazioni
La scelta di togliere la citazione aveva già suscitato reazioni. Ex allievi e rappresentanti dell’Istituzione Don Milani di Vicchio, della Fondazione Don Milani e del Gruppo Don Milani di Calenzano hanno contestato l’attribuzione della frase, definendola estranea al pensiero e allo stile del priore. In una lettera aperta al sindaco hanno chiesto di ripensare la decisione, sostenendo che le espressioni riportate sulla targa non riflettano gli insegnamenti di don Milani.
Dalla Fondazione è partita anche una diffida legale al Comune, mentre su Change.org è stata lanciata una petizione per modificare la formulazione della targa originale. «Don Milani visse da convinto antifascista, per il riscatto degli ultimi e per realizzare in concreto l’articolo 3 della Costituzione con il suo lavoro di maestro», ha dichiarato Antonio Foti Valente, presidente dell’Istituzione Don Milani.
Il sindaco Puglia ha spiegato che prima dell’inaugurazione si terrà il Consiglio comunale, che dovrà decidere formalmente sul testo della targa. Nel frattempo l’amministrazione ha predisposto una versione alternativa con solo il nome e il cognome. L’intervento rientra nel piano di valorizzazione turistica promosso dal Comune, che inserisce l’opera tra le iniziative per il rilancio del territorio insieme al Volo dell’Angelo e alle nuove attrazioni del bacino lacustre.







