Rodolfo Siviero, l'indimenticato ministro-agente segreto del patrimonio artistico nazionale trafugato dai nazisti durante la seconda guerra mondiale, affermava di guardarli e di parlarci, tanto ne era affascinato. Per questo il settore Musei ed eco musei della Regione Toscana ha deciso di dedicare ai quattro busti in lamina di rame argentata, raffiguranti personaggi all'antica, una mostra ad hoc che li riunisce di nuovo a partire dal 27 ottobre a Firenze.
 
La mostraLe vicende del lascito testamentario Siviero avevano infatti diviso questo gruppo omogeneo di opere settecentesche tra la casa-museo sul lungarno Serristori legata alla Regione Toscana e la sede della Accademia delle Arti del Disegno, istituzione di cui Siviero fu a lungo presidente. I due esemplari di proprietà regionale sono presentati dopo il loro restauro eseguito dall'Opificio delle Pietre Dure, che ha tolto le alterazioni della superficie metallica, mettendo in evidenza gli effetti pittorici barocchi ottenuti grazie a raffinati tratteggi che modulano i riflessi della luce sulla superficie argentata, differenziando gli incarnati, dalle capigliature e dalle stoffe dei panneggi. I due esemplari prestati per l'occasione dalla Accademia delle Arti del Disegno invece appaiono ancora così come li conosceva Siviero, con le superfici scure per le solfatazioni dell'argento da sembrare quasi di bronzo, e con un aspetto molto severo che li rendeva particolarmente consoni al gusto del collezionista. La mostra, con ingresso gratuito, rimarrà aperta nella palazzina di Lungarno Serristori 1/3 che ospita il museo, fino al 12 gennaio il sabato (ore 10-18); domenica e lunedì (ore 10-13).

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