CARRARA – Una serie incessante di furti ha costretto don Piero Albanesi, parroco del Duomo di Carrara, a una decisione estrema: chiudere la chiesa al pubblico fino a sabato 10 gennaio.
L’obiettivo è proteggere il sacro edificio da ulteriori profanazioni, dopo mesi di colpi che hanno culminato con l’episodio dell’Epifania.
L’ultimo furto, avvenuto ieri pomeriggio 6 gennaio, ha visto due individui introdursi nella chiesa. Hanno prima tentato di forzare il mobiletto dietro l’altare maggiore, per poi passare al tabernacolo: armati di un cacciavite di grandi dimensioni, hanno scardinato la porta blindata, rubando due pissidi con le particole consacrate. Subito dopo si sono diretti all’elemosiniera davanti all’altare di San Ceccardo.
«È il quinto furto con scasso in quattro mesi – spiega don Albanesi, visibilmente stremato – mai però si era arrivati a minacciare il tabernacolo e il suo contenuto. Al di là della rottura della porta del tabernacolo e della sottrazione delle due pissidi, il fatto che siano state sottratte le particole consacrate è come se il nostro Duomo fosse sottratto del suo cuore pulsante».
Il parroco ha immediatamente avvisato il vescovo e chiamato il 112. Le indagini sono in corso, con le forze dell’ordine che analizzano le immagini della videosorveglianza per identificare i responsabili. Nonostante allarmi e telecamere, la misura più drastica si è resa necessaria.
«Lo faccio perché la storia va custodita e protetta – aggiunge don Albanesi – e perché questo disagio non si amplifichi e possa turbare i più deboli. Le porte della chiesa sono sempre state aperte per tutti ma, dopo che qualcuno ha osato profanare la porta del tabernacolo, è necessario questo gesto in attesa di riparare i danni e perché ognuno si senta chiamato a vivere con ancora più forza la sua appartenenza».
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