FIRENZE – Il centrosinistra toscano sogna il colpaccio alle elezioni comunali del 24 e 25 maggio: Prato e Pistoia a portata di vittoria al primo turno, Arezzo da riconquistare al ballottaggio grazie a un’alleanza ampia.
È il quadro fornito dal sondaggio Emg Different per Toscana Tv sui tre capoluoghi al voto, realizado tra il 27 aprile e il 4 maggio su un campione di 800 intervistati per città. L’indagine pesa candidati e liste, evidenziando la presunta fragilità del centrodestra amministrativo e lo slancio del “campo largo”, con i civici che scivolano verso sinistra.
I sondaggi, va precisato, non sono verdetti definitivi, ma indicano tendenze chiare. A Prato e Pistoia il centrosinistra è in vantaggio netto, trainato da figure oltre il proprio partito; ad Arezzo il centrodestra guida, ma un ballottaggio potrebbe ribaltare le sorti.
Affluenza in calo
Un dato trasversale preoccupa: la partecipazione stimata cala ovunque rispetto alle tornate precedenti. Ad Arezzo si prevede il 62% contro il 67% del 2020; a Prato il 60% contro il 64% del 2024; a Pistoia il 52% contro il 55% del 2022.
Arezzo: centrodestra avanti, ma civico decisivo
Qui Marcello Comanducci (centrodestra) è al 43%, contro il 40,5% di Vincenzo Ceccarelli (centrosinistra). L’ago della bilancia è Marco Donati (civico, 13%), ex renziano che difficilmente appoggerà la destra. Fratelli d’Italia domina le liste al 27%, tallonato dal Pd al 26%.
Prato: Biffoni verso il bis al primo turno
Matteo Biffoni (Pd), consigliere regionale, vola al 53%, pronto a vincere subito come Ilaria Bugetti nel 2024 (52%). Gianluca Banchelli (centrodestra) si ferma al 38,5%, con gli altri sotto il 3%. Il Pd resta pilastro al 35%, la lista “Biffoni Sindaco” pesa il 7%; nel centrodestra, Fdi al 27,5% stacca Lega e Forza Italia.
Pistoia: duello equilibrato, Capecchi in vantaggio
Il confronto più serrato vede Giovanni Capecchi (centrosinistra) sopra il 50%, contro il 44,5% di Anna Maria Celesti (centrodestra) e il 5,5% di Fabrizio Mancinelli. Pd primo partito al 27%, Fdi traina la destra al 26,5%. La riappacificazione post-primarie sembra reggere.
Con un mese al voto, queste misurazioni aprono scenari di riconquista per il centrosinistra in un centrodestra indebolito dai dissidi recenti.







