SIENA – Si avvia alla conclusione con il concerto dell’8 maggio al Teatro dei Rozzi, la Micat in Vertice 2025/2026, riferimento assoluto per la musica classica a Siena.
Nicola Sani direttore artistico dell’Accademia Musicale Chigiana anticipa l’evento finale della 103° edizione del Festival invernale dell’Accademia.
Cosa vuol dire la Micat in Vertice per Siena?
«Storica stagione dell’Accademia Chigiana e Festival di musica classica della città – continua Sani -, la Micat in Vertice rappresenta un unicum mondiale: fondata nel 1923, non ha mai conosciuto interruzioni. Il risultato oggi è ancor più significativo».
Un bilancio dell’ultima edizione?
«Anche per il 2025/2026, l’Accademia Chigiana ha garantito alla città e al pubblico un cartellone tra i più elevati in ambito internazionale, per prestigio, originalità e qualità progettuale. Molti eventi sono stati realizzati in esclusiva per la Micat in Vertice grazie a collaborazioni e partenariati con importanti istituzioni concertistiche, confermando la Chigiana ai massimi livelli internazionali ».
Il pubblico?
«La sua risposta, le presenze in significativa crescita, hanno imposto un ampliamento degli spazi per i concerti. Fondamentale la collaborazione con il Comune di Siena che, attraverso i Teatri cittadini, consente di accogliere un numero maggiore di spettatori. Il Salone dei Concerti di Palazzo Chigi Saracini, sede storica della Micat, ha ospitato un unico, straordinario concerto, quello del Danish String Quartet: per intensità e straordinaria qualità dell’esperienza musicale rimarrà nella memoria dei fortunati presenti, che hanno gremito la sala».
La risposta delle future generazioni?
«Con la crescita del pubblico, abbiamo una rilevante presenza di giovani, favorita dal rafforzamento delle collaborazioni con le istituzioni formative: Università degli Studi e Università per Stranieri di Siena, Conservatorio ‘Rinaldo Franci’, gli istituti scolastici cittadini, tra cui gli Istituti di Istruzione Superiore ‘Tito Sarrocchi’ ed ‘Enea Silvio Piccolomini’. La Micat in Vertice conferma la capacità di dialogare in modo efficace con le nuove generazioni, ampliando e rinnovando il suo pubblico».
Il concerto dell’8 maggio?
«Chiuderà la stagione con l’Orchestra della Toscana diretta da Diego Ceretta; Emilio Cecchini clarinetto, Umberto Codecà fagotto; e uno splendido programma dedicato a Webern, Strauss e Mendelssohn. L’evento ha un particolare valore: Ceretta, tra i più brillanti allievi del corso di direzione d’orchestra di Daniele Gatti e Luciano Acocella dell’Accademia Chigiana, è stato nominato direttore musicale ORT subito dopo il percorso chigiano. La sua presenza testimonia il ruolo dell’Accademia: fucina di giovani talenti destinati a raggiungere posizioni apicali musicali internazionali».
La strategia della Chigiana?
«Con la stagione 2025/2026, la Micat in Vertice ribadisce con forza il ruolo di eccellenza assoluta nel panorama concertistico, confermando la capacità dell’Accademia Chigiana di coniugare tradizione e innovazione, grandi interpreti e nuove generazioni, in un progetto culturale internazionale al servizio di Siena, di un pubblico più ampio e partecipe».







