FIRENZE – Il rintocco della Martinella ha scandito la notte e segnato l’inizio della commemorazione per il 33° anniversario della strage di via dei Georgofili.
All’1.04 un corteo di rappresentanti delle istituzioni ha raggiunto l’angolo sotto la torre del Pulci, dove il 27 maggio 1993 esplose un’autobomba contenente 277 kg di esplosivo, piazzata dalla mafia.
Alla cerimonia, promossa dalla Regione Toscana con l’associazione dei familiari delle vittime e il supporto della Fondazione Sistema Toscana, hanno partecipato il presidente della Regione Eugenio Giani, la sindaca di Firenze Sara Funaro, l’assessora alla Cultura della memoria e della legalità Benedetta Albanese, il questore Fausto Lamparelli e la prefetta Francesca Ferrandino. Presenti anche familiari delle vittime e rappresentanti delle istituzioni locali e nazionali.
La cerimonia
Il corteo è partito dall’Arengario di Palazzo Vecchio, dove in precedenza si sono svolti un concerto e interventi pubblici, fra cui quelli dell’ex magistrato Pietro Grasso e di Annamaria Frustaci. Giunti sul luogo dell’attentato, i partecipanti hanno deposto una corona d’alloro e osservato tre minuti di silenzio.
La strage di via dei Georgofili, avvenuta nella notte tra il 26 e il 27 maggio 1993, distrusse la Torre del Pulci e provocò la morte di cinque persone: la famiglia Nencioni — Fabrizio, Angela e le figlie Nadia, 9 anni, e Caterina, due mesi — e il giovane studente Dario Capolicchio, rimasto carbonizzato nel suo appartamento. Altre 48 persone rimasero ferite. Le indagini, basate sulle dichiarazioni di collaboratori di giustizia, identificarono gli esecutori materiali già nel 1998; nel 2002 la Cassazione confermò 15 ergastoli, tra i condannati figurava anche Matteo Messina Denaro.
Le parole di Funaro
Nel suo intervento dall’Arengario la sindaca Sara Funaro ha annunciato che, simbolicamente nella notte del ricordo, sono state accese per la prima volta le luci del nuovo ponte sull’Arno intitolato alle sorelle Nencioni. «La scelta dei cittadini di intitolare il nuovo ponte a Caterina e Nadia Nencioni — ha detto Funaro — è un messaggio che unisce memoria e responsabilità civile. È il primo ponte costruito dopo quasi 45 anni: voglio pensare che sia anche un segnale forte nella lotta contro la mafia». Funaro ha definito la notte «impressa in modo indelebile nella memoria della nostra meravigliosa Firenze» e ha ribadito l’impegno a cercare «una verità storica e giudiziaria che il Paese merita».
Il pensiero di Giani
Anche il presidente della Regione Eugenio Giani ha ricordato la portata dell’attentato: «La strage di via dei Georgofili resta una ferita aperta nella memoria di Firenze e della Toscana. Quel momento segnò un punto di non ritorno: capimmo che la mafia non era un fenomeno lontano, ma radicata anche qui, con reti che toccano colletti bianchi e infiltrazioni economiche. Per questo ricordare è un dovere delle istituzioni». Giani ha inoltre sottolineato il valore simbolico della partecipazione popolare che ha voluto intitolare il ponte alle sorelle Nencioni.
Le iniziative di questa notte si inseriscono in un calendario più ampio di eventi organizzati dalla Regione insieme all’associazione dei familiari delle vittime, con il coinvolgimento dell’Ufficio scolastico regionale, del Comune di Firenze e del Comune di San Casciano in Val di Pesa. L’obiettivo istituzionale rimane quello di mantenere viva la memoria e rafforzare la responsabilità civile contro la criminalità organizzata.







