Il 30enne morto ad Altopascio
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LUCCA – Un’ora di sciopero nei reparti. È la risposta delle segreterie provinciali di Fim, Fiom e Uilm di Lucca alla tragedia sul lavoro che ha strappato la vita al 30enne Giacomo Pucci.

Il giovane rimasto schiacciato da una pressa nella mattinata di martedì 26 maggio nello stabilimento Cora srl di Spianate, nel comune di Altopascio.

L’incidente

L’allarme è scattato intorno alle 11:40. Secondo le prime ricostruzioni, Pucci stava svolgendo le normali mansioni all’interno dell’azienda, attiva nel settore dei prodotti farmaceutici, quando sarebbe rimasto schiacciato da una pressa. I colleghi hanno subito tentato le manovre di rianimazione in attesa dei soccorsi, ma nonostante l’intervento del personale sanitario del 118 e della Misericordia di Altopascio il giovane è morto pochi minuti dopo.

Accertamenti in corso

Sul luogo sono intervenuti i carabinieri, i vigili del fuoco e i tecnici del servizio Prevenzione, Igiene e Sicurezza nei Luoghi di Lavoro, incaricati di eseguire rilievi e verifiche per ricostruire la dinamica dell’accaduto e accertare eventuali responsabilità. Le indagini sono in corso.

La reazione dei sindacati

A seguito della notizia, le segreterie provinciali di Fim, Fiom e Uilm hanno proclamato uno sciopero di un’ora alla fine di ciascun turno, come forma di protesta e monito sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. In una nota, Fiom e la Cgil di Lucca hanno espresso “profondo e sentito cordoglio”, definendo la vicenda una tragedia che “colpisce al cuore l’intera comunità e il mondo del lavoro locale” e chiedendo un “cambio di passo radicale”. Il rigoroso rispetto delle norme e il rafforzamento costante delle misure di sicurezza devono diventare “una priorità assoluta e non negoziabile”.

“Dovere collettivo”

Anche Cisl Toscana Nord e Fim-Cisl hanno espresso dolore e partecipazione. I segretari Michele Folloni e Bruno Casotti hanno sottolineato che salute e sicurezza non possono essere un mero adempimento formale, ma un “dovere collettivo” che coinvolge imprese, lavoratori e istituzioni. “Prevenzione, formazione continua, organizzazione del lavoro e investimenti adeguati devono essere elementi strutturali e non negoziabili”, hanno dichiarato, ricordando che ogni morte sul lavoro è “una ferita profonda per l’intera società”.

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