FIRENZE – Alla fine Stefano Scaramelli ce la dovrebbe fare a diventare il nuovo Garante per l’infanzia della Regione Toscana.
Grazie all’intervento del governatore Eugenio Giani, che ha sbloccato l’impasse sulla nomina del garante regionale per l’infanzia. Il presidente ha rinviato di due settimane il voto e modificando la procedura per evitare uno scontro in maggioranza.
Durante la seduta del Consiglio regionale Giani ha invocato la legge regionale 5 del 2008, interpretandola in modo flessibile. Invece della prassi della Commissione affari istituzionali di proporre un unico nome da votare in aula, ha proposto di indicare più candidati per un voto segreto a maggioranza relativa. Il Consiglio ha approvato il rinvio con 20 sì, 15 no e 2 astenuti, su proposta dello stesso governatore.
Tra i nomi in lizza spicca Scaramelli, ex consigliere renziano che aveva reso pubblico un “patto” in un’intervista tv. Gli altri candidati includono Luciano Trovato (ex presidente del Tribunale per i Minori di Firenze, sostenuto dal Terzo settore), Tiziana Nocentini (docente all’Università di Siena), Arianna Magrini (avvocata e mediatrice familiare), Giuseppe Scialla (ex garante in Campania), Camilla Bianchi (già garante toscana, coinvolta in una passata indagine), Mimma Dardano (psicologa) e Paolina Pistacchi (Istituto degli Innocenti).
Lorenzo Falchi (Avs), tra i più critici su Scaramelli, ha accolto la decisione: «Giusto tornare in commissione per un ruolo così delicato. La legge ammette due interpretazioni, entrambe valide».
Dall’opposizione piovono accuse di “merce di scambio”. Alessandro Tomasi (FdI) parla di «crisi interna alla maggioranza e regole cambiate all’ultimo per una promessa a Scaramelli, privo dei requisiti». Chiara La Porta (FdI) denuncia «uno spettacolo imbarazzante con nomi inadeguati e forzature». Per la Lega, Andrea Crippa ed Elena Meini definiscono l’episodio «una figuraccia per Giani, che si arrampica sugli specchi per salvare la maggioranza unita dal Vinavil».
Dal fronte di Casa riformista, il capogruppo Francesco Casini difende il rinvio come «decisione responsabile» e conferma il sostegno a Scaramelli: «C’è urgenza per la nomina, ma da noi nessuna fretta».
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