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FIRENZE – Le ondate di caldo estivo stanno mettendo in crisi gli allevamenti toscani: lo stress termico delle vacche da latte ha ridotto consumi e produzione, con cali che in alcuni casi arrivano fino al 30%.

L’allarme

È l’allarme lanciato da Coldiretti Toscana, che segnala ripercussioni anche per la filiera casearia e per gli allevamenti ovini.

“Le vacche da latte sono costantemente sotto stress da caldo, mangiano meno e quindi producono meno latte — spiega Letizia Cesani, presidente di Coldiretti Toscana —. E meno latte significa produrre meno formaggi”. Secondo l’associazione, la zootecnia è un settore identitario del Made in Tuscany e riveste un ruolo vitale per le aree rurali e montane, ma è sempre più sotto pressione a causa dei costi in aumento e dei margini ridotti.

Per proteggere gli animali dall’afa, nelle stalle sono attivi a pieno regime abbeveratoi, ventilatori e impianti di nebulizzazione. Questi interventi, necessari per il benessere animale e la continuità produttiva, hanno però determinato un incremento dei costi energetici e di produzione stimato intorno al 30%.

Non va meglio negli allevamenti ovini, dove si registra una situazione analoga, mentre negli allevamenti da carne si osserva una “marcata diminuzione dell’accrescimento” degli animali, dovuta sempre al caldo.

Nei campi non va meglio

Il problema si estende anche alle coltivazioni foraggere: in Toscana ci sono circa mille allevamenti da latte tra bovini e ovini, un comparto che vale oltre 500 milioni di euro. Coldiretti avverte che, se la raccolta del fieno è al momento salva per un soffio — il fieno resta l’alimento insostituibile che molti allevatori producono in autonomia — la prossima raccolta del mais preoccupa. In molte zone le coltivazioni hanno subito forte stress idrico e la previsione è di rese inferiori alle attese, costringendo gli agricoltori a procurarsi mais sul mercato con un conseguente aumento dei costi.

L’emergenza climatica colpisce anche frutta e ortaggi. L’esposizione prolungata alle alte temperature e la carenza idrica hanno danneggiato circa il 20% delle produzioni orticole e frutticole in campo, secondo le stime citate da Coldiretti.

Gli allevatori e gli agricoltori chiedono misure di sostegno e interventi per mitigare l’impatto delle ondate di calore, puntando su reti di sicurezza per i costi energetici, investimenti in infrastrutture idriche e incentivi per tecnologie che migliorino il benessere animale e l’efficienza produttiva.

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