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SIENA – «’Minchia Signor Tenente’ esplora il concetto di libertà attraverso l’amore, l’amicizia e l’onestà, raccontando una storia universale che ognuno di noi può vivere e soffrire nella propria esistenza».

Il regista Antonio Grosso racconta l’essenza di questa commedia in scena ai Rinnovati venerdì 13 marzo, per Sipario Rosso dei Teatri di Siena, direzione artistica Vincenzo Bocciarelli.

’Minchia Signor Tenente’ è un cult teatrale degli ultimi 20 anni.  Dopo la coreografia ‘Madrina’ di Motus, integra il ciclo delle iniziative dei Teatri di Siena per la legalità e contro le mafie.

Se ne parla, ma in maniera totalmente ironica e originale, facendo sì che la risata porti alla riflessione e soprattutto al modo di porsi verso le ingiustizie.

E questo per consentire ad ognuno di noi di avere uno sguardo dritto senza mai voltarsi, affrontando con coraggio e leggerezza tutto ciò che la vita ci offre.

«La libertà è l’essenza di ogni individuo – continua Grosso, anche autore del testo -, l’espressione più autentica di ogni persona. È ciò che ci rende veramente vivi. Questa storia attraversa un’Italia che ha conosciuto momenti bui, ma anche una profonda resilienza».

E ancora: «La drammaturgia si fonde con un disegno di luci poetico ed essenziale, una scenografia che evoca il passato senza perdere la modernità, e una recitazione semplice e profonda, molto naturale».

Il titolo è la sintesi letterale della trama di questa commedia ambientata nella Sicilia, 1992. Su un cucuzzolo di montagna, in un paesino dove il tempo sembra essersi fermato, sorge una piccola caserma dei carabinieri. Cinque militari, ognuno proveniente da una regione diversa, condividono turni, scherzi, sfottò, e un’unica certezza: il massimo dell’emergenza, lì, sono i ladri di galline.

Tra assurde denunce da parte di Parerella, il matto del paese, amori proibiti, paradossi quotidiani e una sorprendente armonia, il gruppo si sente ormai più simile a una famiglia che a una squadra militare. Tuttavia, l’arrivo di un nuovo tenente rigido, severo, deciso a rimettere tutti in riga, rischia di stravolgere quell’equilibrio fragile e prezioso.

Nel cast, Adriano Aiello, Gaspare Di Stefano, Francesco Nannarelli, Delia Oddo, Antonello Pascale, Giuseppe Renzo, Franco Scascitelli, Mariano Viggiano, Martina Zuccarello; e con Natale Russo.

«Dopo vent’anni – conclude il regista -, ritorno alla regia di questo cult teatrale italiano, cercando di fondere comicità, poesia, dramma e verità. Ho cercato di mettere insieme vent’anni di storia di questo spettacolo straordinario, sperando di esserne stato all’altezza».

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