Cimbri è intervenuto sull'opas Mps
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SIENA – Potrebbe essere l’ultimo colpo di spugna su oltre cinque secoli di storia di Banca Mps.

Il cda di Banco Bpm ha deciso di interrompere le consultazioni per una possibile aggregazione con Rocca Salimbeni.

La decisione, assunta all’unanimità e comunicata ufficialmente all’istituto senese, è motivata con la mancanza, a oggi, delle condizioni necessarie per raggiungere un accordo condiviso tra le parti.

La decisione del cda

La delibera del cda di Banco Bpm arriva a quasi due mesi dalla lettera del 7 giugno, con cui l’istituto milanese aveva proposto a Mps di avviare un dialogo su un’operazione di aggregazione. Nonostante ciò, secondo quanto riportato nella nota diffusa dalla banca, «non si siano ad oggi verificate le condizioni per giungere a un accordo condiviso tra le parti».

Il consiglio ha inoltre ribadito il «potenziale forte razionale strategico e industriale» del progetto originario, che avrebbe potuto dare vita a un nuovo gruppo bancario e finanziario di riferimento in Italia, con importanti ricadute in termini di creazione di valore per entrambe le banche.

Le motivazioni: trasparenza e focus sul piano strategico

La scelta di chiudere le trattative va anche «nell’ottica di massima trasparenza nei confronti del mercato e di tutti gli azionisti». Banco Bpm, si legge nella nota, intende mantenere piena focalizzazione sul proprio piano strategico di gruppo e sulla creazione di valore nel lungo termine per gli azionisti.

Il contesto dell’operazione

L’ipotesi di fusione tra Banco Bpm e Mps era stata avanzata ufficialmente il 7 giugno 2026, con l’obiettivo di costruire il secondo polo bancario italiano per capitalizzazione di mercato, potenziale superiore ai 50 miliardi di euro.

La proposta aveva attirato l’attenzione del mercato finanziario, in quanto avrebbe potuto segnare l’avvio di una seconda ondata di operazioni di fusione nel settore bancario italiano, dopo il recente consolidamento del comparto.

Nonostante le iniziali aspettative, il mancato avanzamento delle interlocuzioni ha portato il cda di Banco Bpm a interrompere definitivamente le consultazioni, confermando la propria strategia autonoma di crescita e sviluppo.

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