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SIENA – Le fondazioni bancarie restano fuori dalla plancia di comando di Mps. Nonostante complessivamente rappresentano il 2,3% del capitale azionario, i soci hanno preferito dare il via libera ai consiglieri presentati dai fondi istituzionali per il cda della banca.

Capaci di fare quadrato attorno ad Assogestioni. Così, mentre l’assemblea di Rocca Salimbeni faceva il proprio corso, con la nomina di Nicola Maione alla presidenza e di Luigi Lovaglio come amministratore delegato, Fondazione Mps e la decina di enti che ha contribuito all’aumento di capitale diventavano il colpo di scena della serata. Sui quindici consiglieri che faranno del prossimo triennio, dodici appartengono al Tesoro, mentre tre dell’altra lista. Quella del Mef ha chiuso con oltre l’80% dei voti. Al secondo posto i fondi, con il 15,60%, mentre le fondazioni non hanno raggiunto il 4%.

Per settimane si era parlato della possibilità che potessero ottenere anche due posti nel cda, mentre la possibilità che chiudessero a zero, era remota. Invece, in un’assemblea in linea con le previsioni (approvazione bilancio 2022 e l’incorporazione dentro Mps di Capital Services e Leasing & Factoring), il finale è a sorpresa.

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