Tempo lettura: 2 minuti

ROMA – Un botta e risposta a distanza che riaccende i riflettori sul futuro di Mps. Da un lato le cautela del Governo, dall’altro l’allarme lanciato dalle istituzioni e dalla politica del territorio toscano.

Ad aprire la giornata è stato il Ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, che a margine delle sue comunicazioni in Senato ha risposto ai giornalisti in merito alla possibile vendita della quota residua del Mef tramite Accelerated Bookbuild (Abb). “Noi avevamo programmato l’Abb sulla quota del Mef prima che partisse l’offerta – ha precisato il titolare del Tesoro –. Adesso ci comporteremo in modo da non creare problemi a nessuno, non vogliamo interferire”.

Parole che provano a congelare la posizione del Governo, ma che non rassicurano l’opposizione e Siena. Ad intervenire il senatore del Partito Democratico, Silvio Franceschelli, che chiede risposte chiare dal Governo: “La difesa di Banca Mps non può e non deve essere un terreno di scontro elettorale, ma non può nemmeno trasformarsi in un alibi per coprire incertezze o scelte che potrebbero rivelarsi penalizzanti per il nostro territorio. Oggi Mps è un player nazionale in piena salute, eppure l’atteggiamento dell’esecutivo appare equivoco, disinteressato e privo di una vera politica industriale se non quella di aver fatto cassa in modo frettoloso, dismettendo anzitempo le proprie partecipazioni”.

Il richiamo alla vicenda Unicredit

Franceschelli ha richiamato l’esperienza del 2021, sottolineando come l’unità istituzionale dimostrata allora con il Comune di Siena e la Regione Toscana consentì di scongiurare operazioni prive di adeguate garanzie, come quella di Unicredit. Il parlamentare dem ha quindi rivolto un appello diretto alla maggioranza di centrodestra per evitare che si crei una pericolosa concentrazione creditizia: “Il fronte istituzionale si incrina solo se qualcuno decide di cambiare gli obiettivi comuni a tutela di Siena. Una concentrazione del credito ridurrebbe la concorrenza, col rischio concreto di una progressiva desertificazione bancaria, chiusura di filiali nelle aree interne e perdita di posti di lavoro”.

“Servono risposte e garanzie vincolanti sul mantenimento dell’autonomia, del lavoro e dei presidi creditizi territoriali – ha concluso Franceschelli –. La maggioranza di governo decida se rimanere spettatore neutrale o presidiare un passaggio cruciale per credito, risparmio e occupazione. La stagione dei rinvii è chiusa”.

Segui le nostre news sul canale WhatsApp
CLICCA QUI

Per continuare a rimanere sempre aggiornato
Iscriviti al nostro canale e invita i tuoi amici