Si avvicina il weekend di Pasqua, e tra meteo incerto e voglia di “fuggire”, anche solo per due giorni, sono molti gli eventi e le tradizioni che animano questo periodo primaverile in Toscana.
Tra rievocazioni storiche, tradizioni e processioni, le città toscane si preparano ad accogliere, in festa, i propri corregionali e i turisti, italiani e non.
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Federturismo ha pubblicato, negli scorsi giorni, uno studio sul periodo pasquale 2026, evidenziando come, a causa dei recenti eventi mondiali e delle complicazioni sulle tratte aree, sempre più turisti hanno preferito, come meta delle loro vacanze primaverili, i piccoli borghi e i territori vicini.
10 cose da fare in Toscana per il periodo di Pasqua
1. Lo scoppio del carro a Firenze
Firenze è una delle mete più ambite per il weekend di Pasqua, soprattutto dai turisti italiani. Tra musei e passeggiate per i lungarni e il centro storico, un turista non dovrebbe perdersi il tradizionale volo della colombina e lo “scoppio del carro”, che ogni anno celebra a Firenze il giorno di Pasqua.
Una tradizione che affonda le sue radici tra la storia e la leggenda: pare che il rito della colombina risalga alla prima crociata del 1096, alla quale parteciparono 2500 fiorentini guidati da Pazzino de’ Pazzi. Leggenda narra che fu proprio Pazzino a salire per primo sulle mura di Gerusalemme, e che ricevette in dono da Goffredo di Buglione, uno dei comandanti della prima crociata, tre schegge di pietra provenienti dal Santo Sepolcro.
Proprio quelle tre schegge accendevano le fiaccole che illuminavano la processione del Sabato Santo fiorentino. Le fiaccole si sono poi evolute nel carro, chiamato Brindellone, fatto costruire dalla famiglia Pazzi nel 1494 e usato fino al 1765 per trasportare il fuoco benedetto. Fu in quell’anno che il carro subì il suo restauro più significativo, assumendo l’aspetto odierno, con i suoi 11 metri di altezza.
La tradizione dello scoppio risale, probabilmente, al XIV secolo, mentre il razzo a forma di colombina, ossia la “miccia” che accende il carro, è certamente risalente al periodo del pontificato di papa Leone X. La colombina attraversa le navate del Duomo di Firenze, per arrivare al carro, posto davanti alla facciata di Santa Maria del Fiore.
I carri non “scoppiano” solo a Firenze. Anche Figline Valdarno vanta una lunga tradizione di scoppio del carro, influenzata sicuramente dalla vicinanza con il capoluogo. Dopo il corteo storico, la colombina dello Spirito Santo vola sulla centrale piazza Marsilio, accendendo il carro e dando inizio al saluto e all’esibizione degli sbandieratori.
2. Rievocazione della Passione di Grassina
La sera del Venerdì Santo, a Grassina (Bagno a Ripoli, FI), i cittadini mettono in scena l’impressionante Via Crucis, che conta una tradizione quadricentenaria. La suggestiva rievocazione di Grassina pare infatti risalire ai primi decenni del XVII secolo, come rito religioso. Negli anni la messinscena della Passione si è poi evoluta, arrivando a contare, ad oggi, oltre 500 figuranti e uno spettacolo sempre più evocativo ed emotivo.
La rievocazione avviene contemporaneamente al corteo storico per le vie del paese. Per circa 90 minuti, mentre il Cristo e un altro centinaio di comparse inscenano la Via Crucis, per le vie del centro “passeggiano” le altre centinaia di figuranti. Il punto di incontro tra i due momenti è proprio il “Calvario”, dove ha fine la rappresentazione con la crocifissione.
Un evento che nei secoli è diventato sempre più spettacolare, donando a concittadini e turisti un momento di intensa emozione, incorniciato da un palcoscenico naturale come quello del piccolo borgo toscano.
3. La processione degli Scalzi di Pienza
Anche la “città ideale” di Pienza (SI) porta avanti una tradizione pasquale con radici secolari. Ogni Venerdì Santo le vie del centro storico si illuminano della sola luce di fiaccole e candele, accompagnando la processione dei cosiddetti “scalzi”.
Si tratta di dodici uomini incappucciati, confratelli che rappresentano i dodici apostoli, e che portano con sé la statua del Cristo morto, camminando scalzi in segno di devozione e penitenza.
Il corteo parte dalla Cattedrale di Pienza alle 21 circa, e si dirama per le vie, completamente buie, del centro storico.
4. La processione buia di Radicofani
Sempre in Val d’Orcia ha ancora luogo una delle processioni più antiche della Toscana. Radicofani inizia a celebrare gli appuntamenti pasquali dal Giovedì Santo, con una messa che ricorda l’Ultima Cena e dà avvio alla processione degli scalzi, che camminano, pregando e sorreggendo una croce di legno, per le vie del borgo.
La giornata del Venerdì Santo è scandita dal suono del “regolone” (in italiano raganella), che ha il compito di annunciare la Passione del Cristo e le tre ore di meditazione, canti e letture che ricorda la tradizione settecentesca gesuita.
Dopo la consueta messa parte un’altra processione, guidata sempre dagli scalzi, accompagnati stavolta dagli stemmi delle confraternite del territorio, dalle statue di Gesù e Maria Maddalena, dalla banda e dai cittadini che accompagnano la celebrazione alla sola luce delle fiaccole, da cui prende il nome la rappresentazione.
5. L’antica Giudeata di Chianciano Terme
A Chianciano Terme (SI) ha luogo, ogni anno, la Giudeata, un’altra delle più antiche tradizioni di processione del Venerdì Santo in Toscana.
Alle 21.30 la processione partirà dalla Chiesa della Collegiata, a ricordare la tradizione settecentesca, poi ripresa nel 1985 grazie all’impegno di Don Carlo Sensani, Antonello Betti e Luciano Pucello.
La Giudeata è una processione storica che coinvolge circa 150 figuranti in rigorosi costumi d’epoca. E’ inserita nel circuito nazionale di Europassione Italia, associazione nata nel 2004 per promuovere e far conoscere il patrimonio culturale materiale e immateriale italiano, sia in Italia che all’estero.
Il corteo della passione è suddiviso in vari gruppi: i Soldati Romani a cavallo (con i cavalieri dell’Associazione Equestre Tre Laghi), il corteo del Cristo che porta la croce seguito dalla Madonna e dalle Pie Donne, il grande seguito di Ponzio Pilato con ancelle e dignitari, i Senatori, la corte di Erode Antipa con Erodiade e ancelle, l’imponente Sinedrio guidato dal Gran Sacerdote Caifa, fino alla Turba e al gruppo di Niccodemo.
Dopo il corteo storico la processione vera e propria, aperta dalla Banda cittadina “Bonaventura Somma”, che accompagnano le effigi del Cristo morto (statua lignea barocca del Paleari) e della Madonna Addolorata.
6. Il Volo a Foiano della Chiana
La sera di Sabato Santo, a Foiano della Chiana (AR), ha luogo il “Volo del Resurrexit”: la statua del Cristo Risorto viene fatta oscillare verso l’altare, attraversando tutta la navata della Chiesa di San Martino.
Per il rito vengono spente innanzitutto le luci, che annunciano un momento di silenzio seguito da tre spari, che annunciano le porte che si spalancano e il Cristo che “vola” verso l’altare, accompagnato dalla musica della banda e dallo scoppio di mortaretti a festa.
A seguire si celebra il “Rullo”: la statua, uscendo dalla Chiesa, è accolta nella piazza antistante da uno scoppio continuo di petardi, che formano un “rullo” di luci ed esplosioni a festa.
7. Processione delle paniere a Santa Maria del Monte
A Santa Maria del Monte (PI) ha luogo una delle processioni più tradizionali e suggestive del periodo pasquale.
Ogni Lunedì di Pasqua, in onore della patrona di Santa Maria del Monte, Beata Diana Giuntini, vengono portate in offerta dalle contrade del paese delle “paniere”, ossia ceste piene di fiori. Le paniere vengono portate da giovani donne del paese, le dame, accompagnate da un cavaliere ciascuna.
L’evento rievoca il trasferimento della salma della Beata Diana dalla Chiesa di San Dalmazio (dove la processione ha inizio, intorno alle ore 18), fino alla Collegiata di San Giovanni Apostolo ed Evangelista. La salma fu spostata nel 1327, in seguito alla distruzione del castello e della pieve da parte dei fiorentini.
8. Benedizione del mare a Porto Santo Stefano
La domenica di Pasqua a Porto Santo Stefano (GR) inizia alle prime luci dell’alba, quando una processione percorre le vie del paese, portando la statua del Cristo Risorto verso il porto.
Sui moli la statua viene alzata per tre volte, in direzione del mare, per benedirlo. I pescherecci ormeggiati suonano poi le sirene in risposta alla benedizione.
9. Festa del Cedro e Palio delle Botti a Bibbona
Lunedì di Pasquetta, Bibbona (LI) celebra con due eventi tradizionali: la Festa del Cedro e il Palio delle Botti.
La giornata inizia con la Festa del Cedro: la mattina del Lunedì di Pasqua, il prossimo 6 aprile, le vie di Bibbona si riempiranno di bancarelle, che venderanno prodotti alimentari e artigianali, compreso il cedro locale, che dà il nome all’evento.
A seguire, nel pomeriggio, giochi, rievocazioni e la tradizionale tombolata, anticiperanno il corteo storico che darà inizio al Palio delle Botti. La competizione tra rioni consiste nello spingere, fino a piazza della Rocca, delle grandi botti da vino per gli stretti vicoli del borgo medievale.
10. La sagra della Sportella all’Isola d’Elba
La sportella è un tipico dolce elbano: si tratta di un pane dolce, attorto a formare un cappio, e decorato con granella di zucchero colorato. E’ tanto associato agli innamorati quanto alla tradizione pasquale dell’Isola d’Elba: era tradizione infatti che la Domenica delle Palme i ragazzi dichiarassero il proprio amore alle loro amate donando fiori e il ceremito (altro pane dolce tipico di Rio dell’Elba). Se erano ricambiati, le ragazze donavano loro una sportella.
E’ dedicata proprio a questo dolce pasquale la sagra che si festeggerà il Lunedì di Pasqua nell’Eremo di Santa Caterina di Rio dell’Elba. Stand gastronomici, giochi di gruppo a ingresso libero e alle 16 la Santa Messa per celebrare la fine della Pasqua.
Per chiudere (o meglio, per iniziare) il weekend pasquale toscano in bellezza, vale la pena citare, oltre ai numerosi dolci e cibi tradizionali pasquali, il “rito” della colazione pasquale. Al centro del pasto le uova benedette, portate dalla messa della sera precedente, accompagnate da salumi (come salame e capocollo), pecorino e la ciaccia di Pasqua, una torta salata a base di ciccioli e formaggi. E non può mancare il dolce, con la schiacciata di Pasqua all’anice e il pan di ramerino, un pane dolce a base di uva e rosmarino.







