STAZZEMA – Il governo Meloni corregge il tiro sul “decreto accise”, strumento per alleggerire le tasse sui carburanti, dopo le proteste per il taglio di 90 mila euro al Parco nazionale della Pace di Sant’Anna di Stazzema (Lucca).
Il dietrofront arriva a pochi giorni dal 25 aprile, in uno dei santuari della memoria antifascista italiana.
Il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, interviene con una nota ufficiale: «Qualsiasi intervento per calmierare gli effetti della crisi energetica non inciderà sulle attività ordinarie e straordinarie del Parco».
Il dicastero precisa che la riduzione dei fondi «era già in via di sterilizzazione» tramite un decreto compensativo, azzerando di fatto il definanziamento. «Stiamo conducendo una ricognizione su eventuali variazioni che possano incidere sugli istituti di primario rilievo storico, per salvaguardarne la piena operatività», spiegano da Roma, citando analoghe tutele per il Museo della Shoah e quello dell’Ebraismo Italiano. Anche Stazzema, per la sua «rilevanza storica», è preservato.
Si tratta del secondo taglio denunciato dal sindaco Maurizio Verona, dopo i 40 mila euro decurtati dalla Finanziaria. «Non sembrano cifre enormi – rimarca Verona – ma passare da mezzo milione a 364 mila euro impatterebbe sul lavoro di educazione, ricerca e trasmissione dei valori antifascisti». Il Parco custodisce il Museo della Resistenza, dedicato all’eccidio nazifascista del 12 agosto 1944, con testimonianze dei sopravvissuti: un punto di riferimento per scuole e pubblicazioni.
Il Pd toscano plaude al passo indietro, ma non risparmia critiche. «Prendiamo atto del dietrofront del ministro Giuli: i fondi non si toccano – dichiarano il segretario regionale Emiliano Fossi e lo stesso Verona –. È preoccupante che si sia dovuto sollevare un caso politico per correggere un errore che non doveva esistere. La memoria delle vittime del nazifascismo non è una voce di bilancio da variare con “tecniche”. Vigileremo per garanzie strutturali».







