SIENA – Le imponenti linee progettuali per il biennio 2026-2027, il masterplan che ridefinisce il Santa Maria della Scala; la grande mostra ‘Santa Caterina da Siena.
Estasi e Ardore’, dal 28 novembre al 30 marzo 2027; i progetti espositivi; ricerca, produzione. Sono alcune linee del nuovo percorso del Santa Maria della Scala che, con un invito a superare polemiche inutili e collaborare nell’interesse della città e dell’ex Spedale, sono state presentate dal presidente Fondazione Antico Ospedale Santa Maria della Scala Cristiano Leone, con il sostegno del sindaco Nicoletta Fabio e del Cda.
«Abbiamo raggiunto il livello e i presupposti che consentono al Santa Maria di dialogare nello scenario internazionale, accedendo a bandi e concorsi. Il nuovo statuto – ha anticipato il sindaco Fabio -, condiviso con la città e ispirato da altri modelli internazionali occidentali, ridefinirà e svilupperà il complesso. 1milione173mila euro, garantiti dal Mic, serviranno e completare la strada interna e al riassetto del piano monumentale. La visione del Sms, a partire dal masterplan, è condivisa dal Comune, primo riferimento: punta ad una città diversa; proiettata nel futuro, valorizzando il passato»
«Il masterplan – ha detto il presidente Leone – è articolato in 4 fasi. Dopo quaranta anni, si è prodotto uno scollamento con il piano Canali. Resta una tappa essenziale, ma deve essere adattato al nuovo corso. Dobbiamo intervenire in modo lungimirante, come conferma successo per il Vecchietta, valorizzando le nostre risorse e aprendoci all’esterno».
Poi il presidente Leone ha parlato con le cifre, quelle delle mostre, azioni, festival, altro, che aprono nuove prospettive e, come 1.173.000 stanziati dal ministero della Cultura, attestano la credibilità del Santa Maria. Dopo due anni dall’insediamento del cda, il grande consenso del Festival delle arti performative Xenos, a costo zero per la nostra Fondazione; trentatré mostre nel biennio, il fundraising, che si aggiungono ai 350mila euro stanziati dal Comune, confermano il nostro valido passo».
«Tre grandi studi di architettura trasformeranno il gigantesco polo culturale del Santa Maria della Scala – ha spiegato l’architetto Luca Molinari, supervisore strategico -. LAN Architecture, Studio Odile Decq e Hannes Peer Architecture, vincitori del nostro bando internazionale all’avanguardia, lavoreranno su vari elementi del Santa Maria, ma in sinergia per il recupero dei suoi 36mila mq. Siamo tutti protagonisti dello storico cambiamento e del gesto coraggioso: trasformano l’antico Spedale in centro culturale e casa di comunità. Avrà l’auditorium, l’accoglienza per interfacciarsi con la Cattedrale. I progetti in fase di studio, a maggio saranno presentati».
«Santa Caterina da Siena, estasi e ardore – ha spiegato Alessandro Angelini, cocuratore con Gabriele Fattorini e Michele Maccherini – si svilupperà nel IV livello. Sarà dedicata a una delle figure più influenti della storia europea, con opere da musei, collezioni internazionali e un percorso in città». Poi la mostra ‘Wagner, Parsifal e l’Italia. Siena all’origine dell’immaginario visivo di un’opera leggendaria’, con l’Accademia Chigiana.
«Santa Maria della Scala – ha dichiarato Chiara Valdambrini direttrice – è un vibrante centro culturale. Continua la mostra di Teodora Axente ‘Metamorfosi del Sacro’. Laboratori, workshop, progetti, eventi, conferenze, percorsi stimolano apprendimento e partecipazione. Il museo assolve al suo compito di preservare il patrimonio culturale e di essere centro vivo di relazioni e di comunità».







