FIRENZE – Lo smart working nelle metropoli italiane si afferma come soluzione concreta contro traffico e inquinamento, migliorando la vita dei lavoratori e ridisegnando gli spazi urbani.
Non più solo un rimedio emergenziale, il lavoro da remoto diventa pilastro della modernizzazione, con impatti variabili sulla sostenibilità e il benessere collettivo a seconda dei territori.
In 19 dei 27 Comuni italiani con oltre 150mila residenti, la quota di lavoratori in modalità agile supera la media nazionale del 13,8%.
I picchi si registrano a Milano (38,3%), cuore economico-finanziario del Paese, seguita da Roma (29,4%), Bologna (27,7%) e Torino (24,6%).
Al Nord, 12 contesti su 14 superano il 14%: soglia varcata anche da Firenze per il Centro, e da Cagliari, Napoli, Bari, Palermo e Taranto al Sud.
Spicca il capoluogo sardo, con il 22,5% degli occupati che ha provato lo smart working. Fanalini di coda Catania, Ravenna e Messina, con quest’ultima all’ultimo posto al 9,4%.







