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SIENA – Il pavimento del Duomo di Siena quest’anno affida la missione di svelare il suo splendore anche a Sibyls.

Nella ‘Cripta’ del Duomo, fino al 15 novembre, le immagini di Bill Armstrong, genio della fotografia contemporanea, reinterpretano le profetesse antiche come visioni tra contemplazione e mistero.

Le figure divinatorie che vivono nel marmo del Duomo, capolavoro del ciclo decorativo del Rinascimento, si dissolvono, si sdoppiano, vibrano. Armstrong non fotografa il passato: lo destabilizza. Le Sibille riemergono come presenze mobili, tra apparizione e scomparsa. La sfocatura costruisce un linguaggio che nega la precisione per privilegiare oscillazione, dubbio.

«La particolarità delle Sibille, elevazione e contemplazione, speranza e fiducia, sempre attuali, è anche quella di riportare i testi dei loro vaticinî, riletti nella fede cristiana– ha detto il cardinale Augusto Paolo Lojudice, arcivescovo di Siena, nella sale delle statue alla presentazione -. Congratulazioni all’artista Armostrong, che fa riscoprire significativi linguaggi del nostro passato».

«Le Sibille del pavimento del Duomo di Siena– ha osservato Carlo Rossi, rettore Opera della Metropolitana di Siena -, realizzate dai maggiori esponenti del Rinascimento senese nel Quattrocento, sono fondamentali nella narrazione dell’opera scultorea, quest’anno scoperta il 27 giugno. Le Sibille attraversano il desiderio di conoscenza e oggi creano un ponte con la contemporaneità».

Bill Armstrong, fotografo d’arte di fama internazionale, New York, è noto per il suo lavoro astratto e sfumato a colori, di decomposizione e composizione. La sua serie Infinity è stata esposta in oltre 30 mostre personali e 100 collettive.

«Sibyls – ha detto Armstrong – continua la mia ricerca sviluppata con Sistine Gestures nei Musei Vaticani, in dialogo con il Giudizio Universale di Michelangelo Buonarroti; le altre esperienze. Sono rimasto estasiato dalle Sibille del Duomo, figure frenetiche, misconosciute. Ho scelto si assegnare ad ogni Sibilla un colore».
Sibyls, promossa da Opera della Metropolitana di Siena e dall’Arcidiocesi di Siena-Colle di Val d’Elsa-Montalcino, organizzata da Opera Laboratori, porta avanti la riflessione.

«Armstrong – ha osservato Cristina Manetti assessore alla cultura della Regione Toscana – sviluppa un linguaggio che affascina. Sibyls premia il suo coraggio di avvicinare situazioni tanto lontane quanto simili per valore». Le immagini non offrono risposte, ma aprono possibilità realtà.

«Il lavoro di Armstrong – ha commentato Beppe Costa, presidente, ad Opera Laboratori – reinterpreta il Pavimento del Duomo e mette in discussione la percezione. Le Sibille tornano a essere figure tra visione e mistero. Il patrimonio diventa esperienza contemporanea e non solo memoria». Il Pavimento sarà scoperto il 27 giugno.

«Nel ciclo sistino – aggiunge Tommaso Casini, docente Università Iulm -, la dissoluzione investe il corpo, si concentra sulla visione profetica: le Sibille sono immagini in transito. Il lavoro di Armstrong riattiva le immagini del passato non come oggetti da contemplare, ma come campi di interpretazione».

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