Un ordine del giorno per difendere il presidio sanitario di Torrita di Siena. E’ quanto ha approvato all’unanimità il Consiglio Comunale nella seduta di giovedì 18 aprile impegnando il sindaco e la Conferenza dei sindaci della Valdichiana ad «adoperarsi per la non chiusura dello sportello amministrativo – si legge nel documento – prevista dal piano di ristrutturazione del presidio nell’ambito del progetto di riorganizzazione della sanità regionale e per la ristrutturazione della struttura che oltre al distretto ospita importanti servizi come la prevenzione e la veterinaria».
«L’unità di intenti espressa dai consiglieri di maggioranza e opposizione dimostra quanto sia a cuore di questa amministrazione puntare a mantenere attivo il presidio con tutte le sue funzionalità attuali e di lasciarlo ubicato nel centro storico – ha detto il sindaco di Torrita di Siena Giordano Santoni – in quanto è  considerato un punto di riferimento anche da cittadini che vengono da comuni limitrofi . Con la riorganizzazione non è in discussione il distretto che rimarrebbe per fornire servizi di base, ma l’esercizio di alcune sue funzioni come quella amministrativa  e specialistica, essendo anche la sede del Dipartimento di prevenzione. Forti di quest’ordine del giorno che si aggiunge ad una petizione popolare che in poche settimane ha raccolto oltre 600 firme attiveremo contatti con la direzione provinciale della Usl e con la Regione».
 
Il presidio –«Per Torrita parlano i numeri – aggiunge Stefania Franci, assessore alla sanità del Comune di Torrita di Siena – i cittadini che annualmente si rivolgono al nostro sportello amministrativo sono 19811, 499 sono le scelte o revoche dei medici di base, 159 le esenzioni, 5235 le prenotazioni, 9290 le accettazioni e 4628 i pagamenti. Con la nuova riorganizzazione questi numeri non esisterebbero più perché i torritesi sarebbero costretti a rivolgersi ai presidi dei territori vicini e dovrebbero rinunciare al Dipartimento di Prevenzione. Oltre al danno la beffa perché quel che resterebbe, sarebbe posizionato fuori dal centro storico, arrecando ancora più danni ai cittadini».
 

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