L'alluvione del 18 ottobre
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FIRENZE – Nelle aree alluvionate di Toscana ed Emilia-Romagna persiste una diffusa sottostima del rischio di eventi meteorologici estremi.

I cittadini mostrano una scarsa preparazione alle emergenze e una conoscenza limitata dei piani di gestione del rischio idraulico, in particolare tra famiglie a basso reddito e anziani. Lo rivela un’indagine condotta da un team multidisciplinare dell’Università di Bologna, pubblicata sull’International Journal of Disaster Risk Reduction.

Il divario tra vissuto e consapevolezza

Lo studio, realizzato nell’estate 2024 su 3.423 adulti residenti nelle due regioni, ha incrociato la percezione soggettiva del rischio con mappe ufficiali di pericolosità idraulica. In Toscana, zone colpite dalle esondazioni del 2023 – come la Lunigiana e la Versilia – evidenziano un gap tra vissuto personale e consapevolezza reale.

“La nostra indagine mostra che essere stati colpiti in prima persona da un’alluvione non è sufficiente a garantire una preparazione adeguata, soprattutto rispetto a eventi estremi ma poco frequenti”, spiega Irene Palazzoli del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari dell’Alma Mater, prima autrice dello studio.

Serena Ceola, professoressa al Dipartimento di Ingegneria Civile, Chimica, Ambientale e dei Materiali che ha coordinato la ricerca, aggiunge: “Nonostante i residenti dei comuni colpiti dalle alluvioni del 2023 riportino una percezione della pericolosità alluvionale più elevata rispetto a chi vive in aree non colpite, questa è allineata con il livello reale solo per alluvioni ad alta e media probabilità. I rischi di eventi rari ma ad alto impatto restano fortemente sottostimati”.

In Italia, secondo paese europeo per alluvioni dopo la Germania, gli ultimi trent’anni hanno contato il 17% degli eventi totali in Europa e il 38% delle morti correlate. Ogni anno, colpiscono 1,6 milioni di persone causando l’81% delle perdite economiche da clima.

“Gli eventi alluvionali degli ultimi anni hanno mostrato che le comunità locali sono ancora vulnerabili: servono strategie di gestione più specifiche, con maggiore consapevolezza e preparazione dei cittadini”, sottolinea Chiara Binelli del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali.

Prima delle piene del 2023, quasi la metà degli intervistati non aveva adottato misure preventive. Famiglie povere, affittuari e over 65 ricorrono a barriere o sopraelevazioni in meno del 25% dei casi. Oltre il 50% ignora i piani comunali di evacuazione, e il 63% agirebbe diversamente se informato meglio. Nove su dieci criticano tv e social come fonti inadeguate, chiedendo istruzioni concrete.

Le studiose propongono di potenziare i canali di allerta e coinvolgere attivamente la cittadinanza per diffondere piani di gestione.

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