ROMA – Divieto di macellazione e consumo della carne di cavallo. Stop all’utilizzo in spettacoli e manifestazioni storiche, come il Palio di Siena, quando vi siano rischi per il benessere animale. Niente corse fuori dagli ippodromi riconosciuti dal Ministero e addio alle botticelle e carrozzelle nelle città.
Sono alcune delle misure più discusse contenute nella proposta di legge intitolata “Norme per la tutela degli equini e loro riconoscimento come animali di affezione”, presentata dalla deputata di Noi Moderati Michela Vittoria Brambilla e attualmente al vaglio della Commissione Agricoltura della Camera.
Brambilla ancora contro il Palio: “Nel 21° secolo si continuano a sfruttare i cavalli”
Il testo, che ha iniziato il proprio iter parlamentare nelle scorse settimane (dopo essere stato abbinato ad analoghe iniziative di deputati del M5S e di Avs), mira a equiparare cavalli, pony, asini, muli e bardotti agli animali da compagnia come cani e gatti.
Secondo Brambilla, la proposta nasce dalla collaborazione con associazioni animaliste e ambientaliste e risponde a un cambiamento culturale ormai consolidato: “Le ricerche dicono che la stragrande maggioranza degli italiani vuole che ai cavalli vengano riconosciute le tutele degli animali d’affezione. Ogni animale va tutelato, ma in politica bisogna partire da qualcosa”.
Si può fare a meno di certi pali
La deputata, che ha ricevuto “attacchi da ogni parte d’Italia” nei giorni scorsi, difende con decisione la linea dura: “I sentimenti cambiano, evolviamo con la nostra cultura e sensibilità. Se non potranno più fare ricette col cavallo se ne faranno una ragione, perché è in questa direzione che vanno i sentimenti degli italiani”. Brambilla ha poi aggiunto: “Basta con lo sfruttamento dei cavalli in tutte le manifestazioni storiche. Basta botticelle: sono rimasti 4 gatti, le riconvertiamo in un altro modo, sono tradizioni che hanno fatto il loro tempo. Si può fare a meno di certi pali, quando ero al governo dissi anche di quello di Siena, se non cambiano le regole”.
Cosa prevede la proposta di legge
La proposta prevede inoltre standard più elevati per i ricoveri (box adeguati alle dimensioni degli animali), obbligo di trascorrere almeno due ore al giorno all’aperto per i cavalli, divieto di utilizzo in attività che comportino stress o pericoli eccessivi; oltre all’introduzione di una “patente equina” per chi lavora professionalmente o a livello ludico-sportivo con questi animali, certificando competenze anche in materia di benessere animale.
La misura ha già scatenato reazioni contrastanti. Da un lato, le associazioni animaliste salutano con favore l’avvio dell’esame parlamentare, considerandolo un passo storico verso la fine dello sfruttamento degli equidi. Dall’altro, settori dell’allevamento, della filiera alimentare e delle tradizioni locali (dal Palio di Siena alle sagre popolari in diverse regioni) esprimono forti preoccupazioni per le ricadute economiche e culturali. Critiche sono arrivate anche da esponenti della maggioranza, con alcuni che hanno definito l’iniziativa eccessiva o “razzista” verso certe tradizioni.
Il testo base sarà discusso in Commissione Agricoltura, dove dovrà confrontarsi con posizioni molto diverse. Se approvato, rappresenterebbe uno dei cambiamenti più significativi nel rapporto tra italiani e cavalli degli ultimi decenni. Per ora, però, il dibattito è solo all’inizio e promette di essere acceso.







