PORTO AZZURRO – Non si placa l’ondata di violenza negli istituti penitenziari della Toscana.
L’ultimo grave episodio in ordine di tempo si è consumato ieri pomeriggio nel carcere di Porto Azzurro, all’Isola d’Elba, dove un agente della Polizia Penitenziaria è rimasto ferito nel tentativo di sedare una rissa. A denunciarlo, con forte preoccupazione, è il Sappe (Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria), che parla di una vera e propria «escalation di aggressioni» ai danni del personale.
La dinamica dell’aggressione
Secondo quanto ricostruito dal sindacato, l’agente è intervenuto tempestivamente dopo essere stato richiamato dalle urla e dalla confusione provocate da un acceso alterco tra due detenuti di origine nordafricana. Nel tentativo di separarli e di riportarli nelle rispettive camere di pernottamento, il poliziotto è stato colpito improvvisamente al braccio sinistro da uno dei due reclusi, che nascondeva tra le mani una lametta da barba. L’agente, che non ha avuto il tempo di accorgersi dell’arma improvvisata, è stato successivamente medicato e dimesso con una prognosi di dieci giorni.
Si tratta del secondo grave evento nel giro di una settimana all’interno della struttura elbana: proprio nei giorni scorsi, infatti, i sindacati avevano segnalato un’altra aggressione ai danni di una guardia e il contestuale tentativo di evasione da parte di un ristretto.
La denuncia del sindacato: «Nessuna risposta concreta dalle istituzioni»
“Ancora una volta siamo costretti a registrare l’ennesima aggressione ai danni del personale di polizia penitenziaria, che conferma una situazione di crescente tensione all’interno degli istituti”, dichiarano in una nota congiunta il segretario generale del Sappe, Donato Capece, e il segretario regionale Francesco Oliviero.
I vertici del sindacato puntano il dito contro la gestione dei flussi e l’assegnazione dei detenuti all’interno della struttura livornese. Viene evidenziata la crescente frequenza di episodi di forte irrequietezza da parte di soggetti definiti «particolarmente problematici e instabili». Secondo il Sappe, molti detenuti verrebbero trasferiti a Porto Azzurro senza una reale verifica della sostenibilità gestionale della struttura. “Le numerose segnalazioni avanzate nel tempo, sia in merito alla tipologia dei detenuti assegnati sia al loro numero in costante aumento, restano purtroppo prive di risposte concrete”, concludono i sindacalisti, tornando a chiedere interventi urgenti per garantire la sicurezza del personale che opera in prima linea.







