PISA – Il sistema è semplice: due piccoli anelli vibrotattili, da infilare sulle dita, che vibrano quando si entra in contatto con l’osso virtuale.
Così, gesti naturali come afferrare, spingere e allineare diventano intuitivi, perché non si basano solo sulla vista ma anche sulle sensazioni fisiche. Il primo prototipo è stato testato su una frattura scomposta del ginocchio, mostrando come l’integrazione tra occhi e mani renda la ricostruzione più precisa e realistica, avvicinandosi molto a ciò che accade in sala operatoria.
La speranza è che si possa permettere ai chirurghi di allenarsi e pianificare interventi complessi come se fossero già in sala operatoria, senza rischi per il paziente.
Sentire l’osso che non c’è: a Pisa la realtà aumentata insegna il tatto chirurgico
Nel Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione di Pisa è nato un sistema che combina visione e tatto per aiutare le équipe chirurgiche a ricomporre fratture complesse. Il chirurgo indossa un visore di realtà aumentata, vede i frammenti ossei sospesi nello spazio… e quando li tocca, li sente.







