Luigi Lovaglio al termine dell'assemblea di ieri
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Cambia la tolda di comando di Rocca Salimbeni, sede di banca Mps. Con il risultato, a sorpresa, dell’assemblea dei soci Mps. Tra conferme e novità.

E anche quando si tratta di conferme, come nel caso di Luigi Lovaglio, in realtà è un’autentica sorpresa. Salutata con un certo entusiasmo a Siena, tra i dipendenti della banca (attualmente sono 22mila) e i tanti senesi che riconoscono al manager lucano i risultati ottenuti. In particolare il difficile passaggio dell’aumento di capitale del 2022 (2,5 miliardi), il risanamento dei conti, una certa pax sindacale e il ritorno del brand Montepaschi agli onori delle cronache.

Tra novità e conferme

E se quella di Luigi Lovaglio la possiamo considerare una conferma, anche se si tratta di un ritorno considerato il trattamento ricevuto con il licenziamento di qualche settimana fa, è passata invece in sordina la novità dell’ingresso in Rocca Salimbeni di banchieri di lunga data come Corrado Passera e Cesare Bisoni.

Il primo, Passera, eletto nella lista di minoranza, vanta un curriculum di grande prestigio, già Ministro e prima ancora ad di Poste Italiane e di Unicredit. Bisoni, eletto nella lista di maggioranza e possibile candidato alla presidente di Mps, è già stato presidente di Unicredit.

Confermata Paola De Martini in rappresentanza della lista Assogestioni, che correva in solitaria. Conferma anche per Nicola Maione, presidente Mps e candidato alla riconferma. Ma dopo il voto di ieri ha annunciato di ritirare la candidatura. Vedremo se rimarrà in consiglio di amministrazione da semplice consigliere.

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I nomi del nuovo cda

Ecco chi sono i nuovi componenti il cda Mps che guiderà la banca per i prossimi tre anni. Tra i compiti quello di perseguire il piano di sviluppo scritto e difeso da Lovaglio, vero terreno di scontro tra i soci.

Il nuovo cda di Banca Mps è dunque composto da consiglieri espressioni di tre diverse liste. Il numero è stato stabilito ieri in assemblea in quindici componenti. Nel triennio precedente erano tredici.

Quella della maggioranza (Plt holding, Delfin, BPM, BlackRock, Norges e altri) è composta da otto componenti, quattro donne e quattro uomini: Patrizia Albano, Livia Amidami Aliberti, Cesare Bisoni, Carlo Corradini, Massimo di Carlo, Paola Leoni Borali, Luigi Lovaglio, Flavia Mazzarella.

La lista di minoranza (Caltagirone, Vanguard, e altri) è composta da sei componenti, una donna e cinque uomini: Paolo Boccardelli, Antonella Centra, Nicola Maione, Fabrizio Palermo, Corrado Passera, Carlo Vivaldi.

Infine, la lista Assogetioni ha ottenuto un posto in cda con Paola De Martini.

Mps, nuovo inizio

A questo punto si tratta di definire quali equilibri intenderà costruire la lista della maggioranza rispetto al cda. Il messaggio di ieri di Lovaglio sembra improntato a riappacificare il clima e deporre le armi (“Nessuna rivincita”, “Mi aspetto un lavoro facile con questo cda, perché è qualificato. E’ utile, interessante e potrò imparare nuove cose”).

La settimana prossima dovrà riunirsi il nuovo consiglio di amministrazione e subito ci saranno le votazioni per scegliere il presidente, l’amministratore delegato e i vicepresidenti.

E se per il ruolo di ad questa volta non ci sono problemi (Lovaglio) magari potremmo assistere a sorprese per gli altri ruoli. Cesare Bisoni era stato indicato presidente dalla lista Plt holding, ma per i due vice, forse, qualche sorpresa potrebbe anche esserci.

Intanto, la prima scelta dovrà farla Fabrizio Palermo, indicato ad dalla lista Caltagirone. L’attuale ad di Acea, infatti, siede anche nel cda di Generali, sempre in quota Caltagirone. Dovrà scegliere, per incompatibilità: Siena o Trieste?

 

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