Tempo lettura: 2 minuti

FIRENZE – Più di 81.000 persone sopra i 65 anni affette da demenza, a cui si aggiungono circa 1.500 casi precoci nella fascia d’età tra i 35 e i 64 anni.

In questo scenario la malattia di Alzheimer si conferma la patologia più frequente, rappresentando da sola il 60% dei casi totali. Sono i numeri epidemiologici della Toscana, dati che spingono la Giunta regionale ad anticipare i tempi della sanità del futuro.

Su proposta dell’Organismo Toscano per il Governo Clinico, la Giunta ha approvato il documento strategico Demenze: percorsi socio sanitari e nuovi approcci terapeutici. Nuovi orizzonti della malattia di Alzheimer in Toscana: tra appropriatezza e sostenibilità”. L’obiettivo è chiaro: farsi trovare pronti all’arrivo dei nuovi trattamenti anti-amiloide sviluppate per le fasi iniziali della malattia, nel momento esatto in cui questi farmaci innovativi diventeranno disponibili e rimborsabili in Italia. Una scelta lungimirante, che prende atto del momentaneo parere negativo espresso da AIFA sulla rimborsabilità degli anticorpi monoclonali, ma che guarda avanti a un percorso regolatorio non ancora concluso e passibile di repentine rivalutazioni.

La svolta terapeutica e la sfida della diagnosi precoce

I nuovi farmaci anti-amiloide promettono di cambiare radicalmente l’approccio clinico alla patologia, ma impongono una profonda riorganizzazione dei percorsi assistenziali. Trattandosi di terapie efficaci nelle fasi precoci, la parola d’ordine diventa “tempestività”. Per questo il piano della Toscana prevede un massiccio potenziamento della diagnostica avanzata: dai test neuropsicologici alla PET amiloide, fino alla risonanza magnetica e all’individuazione di biomarcatori specifici.

“Con questo provvedimento la Toscana investe nella rete dei servizi e prepara i suoi centri per essere pronta ad offrire ai cittadini le terapie del futuro contro l’Alzheimer”, ha dichiarato il presidente della Regione, Eugenio Giani. “La sfida è garantire diagnosi tempestiva, cure appropriate e una presa in carico che non lasci sole le famiglie. Il rafforzamento dell’assistenza territoriale con le Case e gli Ospedali di Comunità va proprio nella direzione di avvicinare le cure ai luoghi di vita delle persone”.

La nuova rete territoriale: dai 38 CDCD alle Case di Comunità

La colonna vertebrale del nuovo modello toscano poggerà sui 38 Centri per i Disturbi Cognitivi e le Demenze (CDCD) già capillarmente distribuiti sul territorio regionale. La riforma ne differenzierà le funzioni, individuando centri prescrittori, centri somministratori e servizi dedicati al follow-up, quest’ultimo fondamentale anche per il monitoraggio dei delicati effetti collaterali delle nuove terapie.

Il percorso del paziente non si esaurirà però negli ospedali o nei centri specialistici. La presa in carico e il monitoraggio successivo si sposteranno sulle Case di Comunità e sugli Ospedali di Comunità, per garantire prossimità e assistenza continua.

Iscriviti al nuovo canale WhatsApp di agenziaimpress.it
CLICCA QUI
Per continuare a rimanere sempre aggiornato sui fatti della Toscana
Iscriviti al nostro canale e invita anche i tuoi amici a farlo!