Tempo lettura: 2 minuti

FIRENZE – La Toscana si piazza al nono posto nella classifica nazionale della propensione al risparmio delle famiglie consumatrici, con un tasso del 7,63% nel 2024, in aumento rispetto al 6,79% del 2019.

È il risultato dell’analisi di Unioncamere e del Centro Studi Guglielmo Tagliacarne, che misura il risparmio a livello provinciale.

Nel complesso la regione ha generato 6.839 milioni di euro di risparmio, pari al 6,05% del totale nazionale. Il valore pro capite si attesta a 1.869 euro, leggermente sotto la media nazionale (1.918 euro) e nettamente lontano dalla Lombardia, prima per risparmio pro capite con 2.944 euro.

Firenze guida la regione, Lucca in crescita

Tra le province toscane è Firenze a registrare i valori più alti: propensione all’8,41% (37ª a livello nazionale) e risparmio pro capite di 2.302 euro, per un totale regionale di 2.275,85 milioni di euro, che vale il 2,01% del risparmio italiano. Positivo anche il dato di Lucca, che con un tasso dell’8,25% sale di otto posizioni rispetto al 2019 e si colloca al 40° posto nazionale; il risparmio pro capite nella provincia è di 2.042 euro, tra i più elevati della Toscana.

Siena si ferma al 52° posto con il 7,74% e 1.892 euro pro capite; Pisa è al 54° posto con il 7,51% e 1.730 euro, in calo di quattro posizioni rispetto al 2019.

Criticità in altre province

Più critico il quadro in altre province toscane. Pistoia, pur mantenendo una propensione del 7,45%, scende di otto posizioni rispetto al 2019 e registra un risparmio pro capite di 1.640 euro. Arezzo è 57ª con il 7,42% e 1.707 euro pro capite. Prato guadagna due posizioni ma resta al 65° posto con il 6,99% e 1.707 euro pro capite.

Il fanalino di coda regionale è Livorno, all’85° posto, con una propensione del 6,05% — sotto la media italiana dell’8,28% — e 1.492 euro pro capite. Grosseto si posiziona al 76° posto con il 6,58% e 1.469 euro, mentre Massa-Carrara è al 63° con il 7,14% e 1.494 euro.

Divario Nord-Sud e l’effetto dello smartworking

Il quadro toscano si inserisce in un contesto nazionale segnato da un ampliamento del divario territoriale tra Nord e Sud negli ultimi cinque anni: la propensione al risparmio nel Nord è arrivata al 9,73% nel 2024, contro il 6,08% del Mezzogiorno. «Nel corso dell’ultimo quinquennio è aumentato il differenziale della propensione al risparmio tra Mezzogiorno e resto del Paese», commenta Gaetano Fausto Esposito, direttore generale del Centro Studi Tagliacarne. Esposito sottolinea che a influire non è solo il minor reddito pro capite del Sud, ma anche l’aumento più marcato dei prezzi nell’area, che riduce la capacità di accantonare risorse.

Uno dei fattori che contribuisce alla maggiore propensione al risparmio è lo smartworking. Nelle aree con elevato ricorso al lavoro da remoto — tra le quali figura Firenze, identificata come città metropolitana — la propensione al risparmio raggiunge il 9,45%, rispetto al 7,67% nelle aree con meno lavoro da remoto. Esposito osserva inoltre che il risparmio tende a concentrarsi nei territori meno popolosi: la dimensione demografica media delle prime dieci province con maggiore propensione è circa il 20% inferiore rispetto a quella delle ultime dieci.

Segui le nostre news sul canale WhatsApp
CLICCA QUI

Per continuare a rimanere sempre aggiornato
Iscriviti al nostro canale e invita i tuoi amici