FIRENZE – Il carcere di Sollicciano sarà ridotto nel numero dei detenuti o «addirittura svuotato», probabilmente entro la fine dell’anno, non appena saranno disponibili posti in altri istituti penitenziari.
Lo ha dichiarato il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, durante il question time al Senato, a seguito del sequestro preventivo disposto dal tribunale di Firenze su sette sezioni della struttura.
Il provvedimento giudiziario ha riguardato tre sezioni del reparto giudiziario maschile, tre del reparto penale maschile e la sezione Accoglienza. Il sequestro è scattato dopo un’inchiesta della procura di Firenze che ha evidenziato condizioni igienico-sanitarie precarie in celle e spazi comuni. Per questo motivo 240 detenuti sono stati trasferiti in altri penitenziari.
«Ci rendiamo conto che è una situazione sedimentata non negli anni ma nei decenni», ha detto Nordio, precisando che l’amministrazione penitenziaria sta acquisendo gli atti e si riserva di valutare eventuali impugnazioni. Il ministro ha collegato l’intervento al Piano carceri, che — ha spiegato — permetterà di dare priorità alla riorganizzazione di Sollicciano man mano che si libereranno posti altrove.
La sindaca Funaro
Durissime le reazioni locali. Il Garante dei detenuti della Toscana, Giuseppe Fanfani, ha definito il sequestro «una conseguenza inevitabile» dello «stato di enorme degrado» dell’istituto. La sindaca di Firenze, Sara Funaro, parlando a Controradio, ha detto che la situazione rappresenta una «morte annunciata» e ha ribadito la necessità di chiudere, demolire e ricostruire il carcere: «Non ci sono altre strade — ha affermato — perché i problemi strutturali sono talmente gravi da richiedere un intervento importante».
Funaro ha inoltre confermato di aver già scritto al ministro e espresso la speranza che lo svuotamento annunciato consenta di ragionare sul futuro della struttura. La sindaca ha risposto anche alle critiche politiche, invitando i consiglieri di opposizione — che fanno parte della maggioranza di governo — a rivolgersi direttamente all’esecutivo.
La situazione in Toscana
Nel frattempo sono in corso i trasferimenti: entro il 25 giugno sono previsti i primi 66 spostamenti su un totale di circa 230. La redistribuzione però rischia di aggravare il problema del sovraffollamento in altri istituti. Al carcere di Prato, ad esempio, non ci sono celle libere ma sono previsti 17 ingressi; la Dogaia ospita attualmente 610 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di circa 500. Ivan Bindo, segretario Uil Pa, segnala che in molte celle non sarà rispettata la soglia minima di tre metri quadrati per detenuto prevista dalla legge, condizione che potrebbe portare a ricorsi e a sconti di pena per i reclusi.
Anche il carcere di Porto Azzurro, all’Isola d’Elba, risulta già oltre capacità: sono attesi 11 trasferimenti in un istituto che ospita circa 200 persone su una capienza di 130. Altri spostamenti riguarderanno Pisa, il Gozzini di Firenze, Massa, Massa Marittima, Pistoia e Siena.







