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MAGLIANO – Dopo più di un secolo, uno dei più importanti documenti della civiltà etrusca fa ritorno a Magliano.

Il Museo Archeologico nazionale di Firenze, in collaborazione con il Comune di Magliano, inaugurerà l’11 luglio al Museo Archeologico di Magliano la mostra “Il Piombo di Magliano. Nel labirinto della lingua etrusca”, visitabile gratuitamente fino all’11 ottobre.

Il Piombo di Magliano è un disco metallico inciso su entrambe le facce con due lunghe iscrizioni etrusche disposte a spirale. Databile alla metà del V secolo a.C., il reperto registra una serie di riti dedicati alle divinità etrusche dell’aldilà ed è la quinta iscrizione etrusca per lunghezza finora conosciuta, dopo il Libro di lino della Mummia di Zagabria, la Tegola di Capua, la Tavola di Cortona e il Cippo di Perugia.

Gli studiosi lo considerano “una testimonianza eccezionale della cultura e della religione etrusca e del ruolo centrale che la scrittura ebbe in questa civiltà”, con un influenza che contribuì alla nascita dell’alfabeto latino.

La storia

Scoperto casualmente nel 1882 durante lavori agricoli in un terreno dei fratelli Busatti, il Piombo fu venduto al Regio Museo Archeologico di Firenze per 1.000 lire, perché fosse conservato in una grande istituzione a disposizione della ricerca scientifica.

La mostra è frutto della collaborazione tra l’Archeologico di Firenze e il Comune maremmano e, secondo gli organizzatori, permette alla popolazione locale di ritrovare “uno dei simboli più significativi delle proprie radici”.

Per il Museo di Firenze, l’iniziativa rappresenta anche un rafforzamento del ruolo dell’istituzione come museo del territorio, riportando temporaneamente nelle comunità di origine alcuni dei reperti più rappresentativi delle proprie collezioni.

“Questa nuova esposizione — spiega il direttore del Museo di Firenze, Daniele F. Maras, curatore della mostra — fa seguito a quelle di Vetulonia, Arezzo, Rosignano Marittimo e Bibbona allestite negli ultimi due anni. L’obiettivo è riunire gli odierni abitanti dei luoghi etruschi attorno alle nostre collezioni, attraverso oggetti dal forte valore identitario che consolidano la relazione con le persone”.

La mostra sarà accessibile gratuitamente e propone ai visitatori un’occasione per osservare da vicino uno dei testi più lunghi e significativi della lingua etrusca, contribuendo alla valorizzazione del patrimonio culturale della Maremma.

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