Tempo lettura: 2 minuti

MONTICCHIELLO – Il giorno più bello della loro vita, quello del matrimonio, nello scenario di Monticchiello, nel cuore della Val d’Orcia si è trasformato in un incubo burocratico e logistico da decine di migliaia di euro.

È la disavventura vissuta da una coppia di novelli sposi australiani che, dopo aver scelto la provincia di Siena per il loro “Sì” da favola nel 2022, si sono ritrovati al centro di una serie di ‘inconvenienti’ che si è conclusa nelle aule di giustizia con la condanna della società incaricata dell’organizzazione dell’evento e un risarcimento di circa 19 mila euro disposto dal Tribunale di Grosseto.

La ricostruzione: promesse di lusso, realtà da incubo

La coppia, attratta dalla bellezza dei paesaggi toscani, si era affidata a una wedding planner professionista per organizzare ogni minimo dettaglio del ricevimento, investendo la cifra di 25 mila euro. Tuttavia, stando alle testimonianze e alle denunce presentate, il giorno delle nozze la realtà si è rivelata drammaticamente diversa da quanto pattuito.

Tra le contestazioni emerse durante il processo figurano errori nel libretto della liturgia, dove comparivano nomi sbagliati, e allestimenti floreali giudicati non conformi agli accordi, con fiori non freschi e composizioni realizzate in modo approssimativo. A creare ulteriore imbarazzo è stata poi l’auto scelta per accompagnare gli sposi, che in più occasioni non sarebbe partita, costringendo gli addetti a metterla in moto a spinta. I problemi sono proseguiti durante il ricevimento.

Secondo quanto ricostruito in aula, al momento dell’aperitivo mancava il personale del catering e nell’area beverage non c’erano nemmeno i bicchieri. Una situazione paradossale che avrebbe costretto lo sposo a bere acqua direttamente dalla bottiglia. A ciò si sono aggiunti la scomparsa di alcuni biscotti australiani che la coppia aveva fatto arrivare appositamente per gli invitati e una torta nuziale ritenuta troppo piccola rispetto al numero dei presenti, tanto che molti ospiti non hanno potuto assaggiarla. Come se non bastasse, i ritardi accumulati nel corso della giornata hanno compromesso anche il servizio fotografico e video, impedendo di immortalare alcuni dei momenti più attesi della festa, compresi i balli.

Al netto della vicenda giudiziaria, l’episodio riaccende il dibattito sulla necessità di tutelare il brand della Val d’Orcia e della Toscana come mete d’eccellenza per i matrimoni internazionali. Gli operatori del settore locali, storicamente riconosciuti per serietà e professionalità, esprimono forte preoccupazione per il danno reputazionale che simili episodi isolati possono arrecare a un comparto economico per il territorio.

Segui le nostre news sul canale WhatsApp
CLICCA QUI

Per continuare a rimanere sempre aggiornato
Iscriviti al nostro canale e invita i tuoi amici