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C’è chi dice no. Montepulciano-Torrita, il comitato chiede l’interruzione del percorso di fusione

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«Interrompere immediatamente il processo di fusione!». A chiederlo in una nota il Comitato No Fusione tra Montepulciano e Torrita di Siena a poche ore dalla decisione del Consiglio regionale della Toscana di licenziare il testo di legge sul referendum per l’unione tra i due Comuni. «Un atto fumoso che non cita esplicitamente la validità dell’esito referendario solo al raggiungimento del 50%+1 – si legge nella nota -, ma che rimanda la decisione finale al Consiglio Regionale che si riunirà dopo il referendum».

Sì Toscana a Sinistra: «Seri dubbi sulla qualità del processo partecipativo» Nel corso della seduta è stato invece respinto l’ordine del giorno di Sì Toscana a Sinistra che chiedeva di procedere solo in caso di maggioranza dei voti favorevoli in ciascun Comune. «E questo già dovrebbe essere sintomatico di quanto si voglia tenere in considerazione il referendum» è il commento del Comitato. «Solo così avremmo potuto essere certi del pieno rispetto della volontà popolare in una situazione che vede la contrarietà alla fusione di una parte consistente della popolazione» spiegano i consiglieri Tommaso Fattori e Paolo Sarti di Sì Toscana a Sinistra. «Senza contare che anche in questo caso vi sono seri dubbi sulla qualità del processo partecipativo e di coinvolgimento della popolazione che deve precedere il referendum. I Comuni appaltano i processi partecipativi a società esterne, che ripropongono sempre un pacchetto standard di incontri che spesso vanno deserti».«Avevamo chiesto un impegno formale dell’Aula su un punto semplice: andare avanti con la fusione solo in caso di voto favorevole del 50% più uno dei votanti in ognuno dei due Comuni», chiariscono i consiglieri. Se è prerogativa della Giunta proporre la legge per la fusione dei Comuni, è infatti il Consiglio regionale che poi approverà la norma, valutando l’esito del referendum consultivo. «Ad aumentare la confusione sono arrivati i comunicati stampa dei Sindaci di Torrita e Montepulciano che affermano esattamente l’opposto di quanto avvenuto in aula -, continuano Fattori e Sarti – Incredibilmente i Sindaci dicono che il Consiglio regionale ha approvato un documento che subordina la fusione tra i Comuni di Montepulciano e Torrita di Siena al raggiungimento della maggioranza dei SI (50% + 1) in entrambi i comuni, mentre quel documento era il nostro ed è stato purtroppo bocciato».