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Post ballottaggio. Ceccardi al fianco del sindaco Meoni: «Una bella squadra che si è fatta conoscere e ha vinto»

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Alle 18 a Cortona è caldo umido e non c’è un alito di vento. Su via Nazionale il sole basso che si appresta al tramonto traduce gli angoli e gli anfratti in giochi di ombre e luce, tipo set cinematografico. La passeggiata di giovani turiste americane è accompagnata dagli sguardi molto cordiali di giovani cortonesi impomatati. In piazza Signorelli le volte del teatro e un manipolo di uomini con una bandiera della Lega, ci indicano che siamo arrivati. Sotto le volte è stato allestito un sobrio sit in all’indomani della vittoria di Luciano Meoni al ballottaggio contro Andrea Bernardini, una vittoria che riporta il centrodestra al governo della città dopo 77 anni.

Vittoria storica Un centinaio di persone siede composta e silenziosa sulle sedie prontamente allestite da del personale del bar del teatro che ha mano esperta in rapidi mettre la table. L’arrivo di Susanna Ceccardi non si fa attendere. E’ giovanissima, quasi una ragazzina per come si muove tra la gente. Non ha scorta ad aprirle la strada, ne fedelissimi a proteggerla. Appare improvvisamente come un qualsiasi militante sotto le logge. Non fosse per l’abbigliamento succinto e lo sguardo fermo si farebbe fatica a pensare che è il sindaco di Cascina, appena eletta all’europarlamento e leader nazionale del partito di Salvini. Si siede rapida al tavolo degli oratori, accanto a Marco Casucci, consigliere regionale leghista originario di queste parti, «di Terontola» tiene a puntualizzare, che è un po’ il padrino politico della vittoria del centrodestra cortonese. Così come la Ceccardi ne è la madrina, per stessa ammissione di Casucci: «Se non fosse stato per la tua fiducia non ce l’avremmo mai fatta». Al tavolo degli oratori con Marco Casucci e Susanna Ceccardi siede Nicola Mattoni segretario provinciale leghista di Arezzo e neo consigliere comunale. Per ultimo arriva Luciano Meoni accolto da un lungo applauso e grida di gioia. Tra la gente che festeggia, con occhiali scuri e tatuaggi marcati, non passa inosservata la figura alternativa di Luca Ghezzi, anch’egli eletto tra le fila della Lega a Cortona. Non ha voce, è completamente rauco. Ha perso la voce per la gioia? Gli chiediamo.«Si – afferma – è stato come per i mondiali di calcio dell’Ottantadue. La stessa gioia». Il clima che si respira a Cortona comunque non è quello della sconfitta dei ghibellini nella battaglia di Campaldino del 11 giugno 1289. Il sentimento di rivalsa non la fa da padrone. Piuttosto la chiave di lettura di questa storica vittoria risiede probabilmente nel forte desiderio di misurarsi con lo strumento amministrativo.

Umiltà, la chiave vincente Meoni ha passato gli ultimi cinque anni a fare opposizione, conosce bene gli uffici del Comune e certe procedure. Per questo ha messo in campo una campagna fortemente moderata nei toni, in riferimento alla quale il nuovo sindaco parla di atteggiamento di «umiltà» tenuto nel chiedere il voto alla gente. Non ha usato toni e argomenti populisti per raccogliere voti di opinione. Ha parlato di programmi e progetti difendendo le proprie idee. Come quello sulla “Consulta esterna che accompagnerà il lavoro della Giunta”. A riprendere i temi leghisti ci pensa Casucci: «Faremo quello che va fatto mettendo la nostra faccia a disposizione della nostra gente – dice, marcando forte il pronome possessivo – per affermare un principio di civiltà, quello per cui chi da più anni risiede in un territorio deve avere più diritti. E’ civiltà – rassicura – perché è grazie alla fatica dei nostri padri che vediamo quello che è e noi abbiamo il dovere di conservarlo così com’è». Poi Casucci si rivolge al neo sindaco: «So che tu lo farai e per me è particolarmente importante. Il Pd ci ha bocciato la mozione presentata da te su nostro stimolo per l’esposizione del crocefisso nell’aula consiliare. Una delle prime cose che faremo è mettere il crocefisso nell’aula consiliare», conclude concitato, strappando calorosi applausi alla gente presente.

Meoni: «Vinto perché non abbiamo diffamato nessuno» Quando è il suo turno  Meoni si alza e prende la parola: «Vi dico perché abbiamo vinto le elezioni. Le abbiamo vinte perché noi a differenza degli altri non siamo andati in giro a diffamare nessuno. Andando in giro mi sono reso conto che la gente sapeva che noi siamo quelli che hanno difeso l’ospedale – ha aggiunto Meoni – il centro anziani. Abbiamo difeso i più deboli, siamo stati vicino a quel sociale vero, che non è il farsi vedere un giorno in televisione e il giorno dopo dimenticarsi dei più deboli». Il neo sindaco ha, poi, concluso spiegando che: «Il sociale vero è quello di stringere la mano alle persone più deboli, alle persone che hanno bisogno. Non abbiamo mai confuso l’idea politica con il rapporto umano. Siamo persone di territorio, siamo la dimostrazione che possiamo essere anche forza di governo».

Ceccardi: «Costruire e combattere per ottenere le vittorie» Poi è stato il turno di Ceccardi: «Si sa, in Toscana le cose vanno costruite. Bisogna costruire e combattere per ottenere le vittorie che non sono assolutamente scontate. – ha esordito la neo europarlamentare leghista – Con perseveranza, con uomini, con una classe dirigente che nel territorio negli anni si è strutturata le vittorie poi arrivano. Noi pensiamo positivo e a Cortona con una bella squadra che con la positività si è avvicinata e fatta conoscere dai cittadini, abbiamo vinto». Poi Ceccardi si è rivolta al neo sindaco elencando le soddisfazioni che ora potrà finalmente prendersi: «Le soddisfazioni che avrai a dare le case popolari prima ai cittadini italiani, a sgomberare l’illegalità, a mandare via gli abusivi, a risanare i bilanci, ti divertirai e vi divertirete. Abbiamo la fortuna che abbiamo un Governo che con tanti ministri della Lega ci potranno dare una mano e quindi potrai contare su di noi», conclude rassicurante.

Il crocifisso nell’aula consiliare Alla nostra domanda rivolta a Meoni relativa a quali elementi del programma secondo lui hanno inciso maggiormente sulla vittoria, questi risponde sicuro: «La sanità perché abbiamo un ospedale completamente dimenticato dal Pd. Abbiamo puntato molto sulla gestione dei servizi. Abbiamo avuto criticità per quanto riguarda la gestione dei nostri cimiteri dove i costi sono aumentati fino a 1.300 euro a loculo, per mantenere il proprio defunto, dove noi abbiamo praticamente proposto di azzerare queste tariffe. Quindi abbiamo vinto la campagna elettorale proponendo cose concrete che sono l’interesse della popolazione. Non abbiamo promesso cattedrali nel deserto perché non le potremmo mantenere». In relazione al primo provvedimento che prenderà da sindaco Meoni ha risposto: «Il crocefisso è fondamentale e lo metteremo il primo giorno. Però i problemi sono altri, – aggiunge con sicurezza – come la mancanza di acqua nelle frazioni, piuttosto che del metano, piuttosto che della viabilità e della sicurezza stradale, la sanità, la gestione interna dei servizi, l’organizzazione della macchina comunale».

«Questo è un avvicinamento forte all’obiettivo della Regione Toscana» Alla Ceccardi abbiamo chiesto se la vittoria di Cortona può essere letta in chiave di avvicinamento alle prossime regionali e se lei sarà la candidata del centrodestra: «Io non sono mai stata la candidata ufficiale in realtà. Io candidature non ne faccio. Lo deciderà la Lega, i militanti, la classe dirigente, gli alleati, faremo delle concertazioni. Il fatto che ci sia il mio nome mi onora. Per quanto riguarda l’avvicinamento è chiaro, questo è un avvicinamento forte all’obiettivo della Regione Toscana. Come lo sono i 135 consiglieri eletti dove noi non esistevamo nei 35 comuni. Dove noi avevamo zero consiglieri oggi ne abbiamo 135. Sono stata eletta nel 2011 come consigliera di opposizione. Pensavano tutti che la mia fosse una parentesi. In realtà cinque anni dopo partendo da una sola cellula abbiamo vinto il comune – dice soddisfatta -. E così conto che accadrà in tutti quei Comuni dove non abbiamo vinto, ma abbiamo espresso tre o quattro consiglieri comunali della Lega, che tra cinque anni saranno pronti ad espugnare il proprio comune». Poi si rivolge a Luciano con un sorriso affabile: «Come ha fatto Luciano che si trovò cinque anni fa a partire dal nulla. Ha fatto una opposizione dura, costruttiva, importante, per cinque anni e ora si è meritato la fiducia dei suoi cittadini. La stessa cosa che ho fatto io, la stessa cosa che hanno fatto tanti altri. Questi 135 consiglieri tra cinque anni saranno classe dirigente per vincere tanti comuni in Toscana», conclude sicura. Per comprendere bene la vittoria di Luciano Meoni bisogna leggere anche i volti dei presenti in platea, dove compare la figura di Daniele Monacchini «a titolo personale» tiene a precisare. Monacchini con 114 voti è stato il candidato al consiglio più votato del Movimento Cinquestelle, che al primo turno ha raccolto 918 preferenze. In sede di ballottaggio i Pentastellati non si sono apparentati con nessuno dei due sfidanti. Una parte dei loro voti è confluita nell’astensionismo, ma certamente non tutti. Ci pare di capire che qualcuno avrà votato Meoni.