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Toscana dei reati. Nel 2019 Firenze prima in Italia per riciclaggio, Livorno e Pisa nella top ten dei furti

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Furti e borseggi in netto calo, in aumento invece sono le frodi informatiche e i reati connessi al dark web in generale. Il 2020 con il Coronavirus, il lockdown, le limitazioni alla circolazione consegna alla storia anche un singolare fenomeno finito dritto nelle classifiche del database interforze sull’attività criminale gestito dal Dipartimento di Pubblica sicurezza del Ministero dell’Interno. Come anticipato da Il Sole 24 ore nei primi sei mesi dell’anno della pandemia i reati sono in calo del 26%, crollano i furti (scippi e borseggi -41,3%) e lo sfruttamento della prostituzione e della pornografia minorile (-29,9%). In forte aumento i furti di identità digitale, frodi informatiche, clonazioni di carte di credito con una media di 52 denunce al giorno. In crescita anche il contrabbando (+6,7%) con truffe legate proprio alla vendita di mascherine non in regola e gel disinfettante. Crescono le denunce per maltrattamenti o percosse con un aumento delle telefonate al numero antiviolenza 1522 e i fenomeni di usura, a causa del particolare momento economico che stiamo vivendo.

Il triste primato di Firenze Un 2020 ancora tutto da valutare e studiare, un 2019 che consegna, invece, una fotografia amara per la Toscana in termini di reati. La classifica generale per le denunce ogni 100mila abitanti vede ben 3 province nelle prime dieci posizioni (Firenze, seconda solo a Milano, Prato settima e Livorno nona) con solo Arezzo e Siena ad occupare le parti basse posizionandosi rispettivamente al 65esimo e al 77esimo posto. Analizzando nel dettaglio per tipologia di reati Firenze si posiziona sempre ai primi posti: è seconda per denunce di furti, regina della classifica per furti in esercizi commerciali, furti in abitazione, furto con destrezza. Guadagnando un triste primato anche per riciclaggio e impiego di denaro, simbolo che la malavita organizzata ha da tempo messo mani e occhi su una regione che amava definirsi un’isola felice.

Livorno e Pisa nella top ten dei furti Tra le altre province toscane non va meglio per Livorno e Pisa, rispettivamente ottava e nona nella classifica 2019 delle denunce di furto per 100mila abitanti. Livorno si posiziona al quinto posto nella classifica dei furti negli esercizi commerciali, alla decima posizione per i furti in abitazione, alla quarta per riciclaggio e impiego di denaro, al 14esimo per associazione di tipo mafioso. Posizionamenti negativi anche per Pisa nella classifica delle denunce per furti in abitazione (è quinta) e furto con destrezza (decima posizione).

Prato sul podio di rapine e stupefacenti Terza posizione per Prato nella classifica delle rapine e degli stupefacenti, mentre è al quarto posto in quella delle denunce ogni 100mila abitanti per furto con strappo; Pistoia è sesta nella graduatoria dei furti in abitazione. Grosseto si distingue per calo delle denunce nel 2019 (-14,7%) e scende dalla 23esima alla 39esima posizione; ottima performance anche per Lucca che con un calo del 13,9% passa dalla 20esima alla 32esima posizione.

Siena luci ed ombre Da segnalare luci e ombre di Siena, nei bassifondi virtuosi della graduatoria per furto d’auto (in calo del 40,3% rispetto al 2018), ma al 14esimo posto nella classifica delle denunce per omicidi volontari consumati. Tre posizioni sopra città come Palermo. Ma qui a incidere nel raffronto e a giocare a sfavore della cittadina toscana è la densità di popolazione.