pentolaUna delle commedie più famose di ogni tempo sarà la regina del palco dell’Obihall di Firenze il 22 maggio (ore 16 e 21): si tratta de “Pentola d’Oro” di Plauto messa in scena dalla compagnia teatrale I Guitti con il suo inconfondibile stile.

Un grande classico sempre attuale Il regista Luca Micheletti firma lo spettacolo che ripercorre la trama di questo grande classico, tra i più imitati e riproposti di tutti i secoli, che racconta del vecchio Euclione, un avaro e misantropo che ce l’ha con tutti, a cui non basta nemmeno trovare una pentola piena d’oro per vivere una vecchiaia felice e tranquilla. Anzi, è proprio da quel momento che iniziano i problemi: per paura che il tesoro gli venga rubato  «si logora la salute e il cervello» sospettando di chiunque si avvicini alla sua casa. Il promesso sposo della figlia diventa il primo sospettato, così come i cuochi che cucinano per il matrimonio o ancora i servi che aiutano a preparare le nozze. Euclione, devastato dall’ansia decide quindi di spostare la pentola ma sarà proprio uno dei servi a seguirlo e a rubargliela. Il vecchio scopre di essere stato derubato e nel frattempo viene a spere che sua figlia è incinta di un altro uomo e che quindi il matrimonio «non s’ha da fare!». Disperato più per il tesoro che per il matrimonio fallito, il protagonista esplode in tutta la sua rabbia e non risparmia nessuno: «tutto il mondo è ladro» griderà a conclusione della sua invettiva.

In scena le ansie dell’essere umano Plauto ci da con questa commedia un quadro perfetto sull’avarizia ma anche sulle ansie e le paure dell’essere umano, mostrandoci come a volte la ricchezza può portare all’ostentazione o a fingere la povertà per paura degli altri. Lo spettacolo, seguendo fedelmente la trama, darà quindi la possibilità al pubblico di divertirsi con gli equivoci e le incomprensioni che affronteranno i personaggi e di applaudire per un finale in cui qualcuno, forse, capirà come conti anche “essere” e non soltanto “avere”.

 

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