FIRENZE – Non si placa la tempesta politica sul trasporto pubblico locale in Toscana. Al centro dello scontro c’è l’imminente scatto tariffario di biglietti e abbonamenti, previsto per il prossimo 1° agosto.
Una decisione che ha sollevato un polverone di polemiche da parte delle amministrazioni locali, a cui il presidente della Regione, Eugenio Giani, ha risposto oggi a muso duro, scaricando la palla proprio sui bilanci municipali.
“Se i Comuni fanno la loro parte nel mettere le risorse che mettiamo noi – ha detto il governatore –, può darsi che si riesca a ridurre questo aumento”.
Giani ha poi messo sul tavolo le cifre del differenziale di spesa tra i due enti, evidenziando una forte sproporzione: “Lo scorso anno la Regione ha stanziato 145 milioni di euro per compensare e quindi evitare gli aumenti sulle tariffe, mentre i Comuni ne hanno messi 40. Se fanno la loro parte, l’incremento si può contenere”.
L’inflazione spinge il costo dei biglietti urbani: dal 1° agosto a 2 euro
I motivi del “ritocco”: carburante e inflazione
Il presidente della Toscana ha difeso la scelta dell’adeguamento tariffario definendola una necessità matematica ed economica obbligata, legata a fattori macroeconomici non governabili a livello regionale.
“Una persona di buon senso si rende conto che quando, solo in questo anno, il carburante è aumentato di costo del 40% e con la corresponsione di un contratto che non ho fatto io, l’ho ereditato, e che parla di adeguamento ai livelli del costo della vita, che ci fosse un ritocco era naturale. È avvenuto qui, in altre realtà, e noi abbiamo cercato di contenerlo il più possibile”, ha ribadito, facendo riferimento sia all’impennata dei costi energetici sia alle clausole del contratto di concessione del servizio (la maxi-gara del Tpl toscano).
La mappa dello scontro territoriale
La reazione dei Comuni all’annuncio dei rincari del 1° agosto era stata immediata e trasversale, con molti sindaci – sia di opposizione che dello stesso colore politico della giunta regionale – preoccupati per l’impatto sociale della manovra sui pendolari, sugli studenti e sulle fasce più deboli della popolazione, specialmente nelle aree interne. I nodi del contendere riguardano non solo il prezzo del titolo di viaggio singolo, ma anche la rimodulazione delle agevolazioni basate sulle fasce ISEE.
Con la mossa di oggi, la Regione Toscana prova a spostare formalmente l’asse del confronto: per evitare che il rincaro si scarichi interamente sulle tasche dei cittadini dal prossimo mese, i Comuni dovranno decidere se e come co-finanziare il sistema dei trasporti.







